Archivio annuale 2018

Processo Banca Popolare Di Vicenza: il dibattimento proseguirà in aula bunker a Mestre

All’ultima udienza del processo a Banca Popolare di Vicenza, tenutasi presso il Palazzo di Giustizia di Vicenza il 15.12 u.s., la Regione Veneto ed altri soggetti privati hanno chiesto di vedersi riconosciuta la qualifica di parte civile nel procedimento.

Il Collegio, tuttavia, ha respinto ogni domanda in quanto inammissibile perché tardiva.

In conclusione Vi informiamo che il processo è stato trasferito presso l’aula protetta di Mestre (via delle Messi), conosciuta anche come aula bunker, per questioni di semplice logistica.

La prossima udienza, quindi, si terrà in tale sede ed è prevista per il 24.01.2019, quando i difensori degli imputati esporranno le loro contestazioni ed eccezioni alle numerosissime costituzioni di parte civile.

Lo Studio Legale  provvederà ad aggiornare i propri Clienti, in merito agli sviluppi.

Avv. Romina Zanvettor

Processo Banca Popolare Di Vicenza: il dibattimento proseguirà in aula bunker a Mestre

Decreto Fer1: ultimi aggiornamenti dopo il confronto Regioni-Ministero, in attesa dell’esame della conferenza unificata

Con riguardo al tanto sospirato Decreto FER1, segnaliamo che il confronto tecnico tra le Regioni ed il Governo si è concluso ed ha portato con sé l’accoglimento di alcune delle proposte effettuate dagli enti locali ed il rigetto totale di altre.

Ma vediamole più nel dettaglio, sulla base di quanto emergente dalle osservazioni concertate tra le regioni e il Governo (clicca qui), nell’attesa che il provvedimento superi l’esame della Conferenza Unificata.

La richiesta di re-inserimento della geotermia convenzionale nel sistema è stata negata dall’esecutivo che ha preannunciato incentivi in tal senso ma da porsi all’interno del futuro decreto Fer 2.

Rinviata alla Conferenza Unificata la domanda di eliminare le restrizioni all’accesso agli incentivi per l’idroelettrico.

Bocciata anche la proposta di inserire nei contingenti di potenza delle aste degli “impianti a gas residuati dei processi di depurazione e da digestione anaerobica Forsu” e alla richiesta di ammettere agli incentivi gli impianti iscritti in posizione non utile (tabella C) del registro del DM 2016 con potenza fino a 5 MW.

MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) e MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) sono, poi, concordi per l’inserimento di un bonus a favore degli impianti a servizio di un’utenza in autoconsumo nei termini seguenti:

  • oltre il 50% di copertura dei consumi dell’utenza si prevede un premio pari a 10 €/MWh;
  • oltre il 60% di 20 €/MWh;
  • oltre il 70% di 30 €/MWh.

Positiva è stata, altresì, la risposta alla possibilità di spostare contingenti di energia dal gruppo A delle aste a quelli dei registri per i gruppi A (eolici e FV), A2 ( FV su eternit) e C (rifacimenti), il tutto con lo scopo di poter privilegiare quella che è la generazione distribuita e l’autoconsumo.

Si aggiunga, inoltre, che l’autoconsumo (anche con batterie) entra tra i criteri di priorità per l’accesso agli incentivi. Tuttavia sarà necessario che tali impianti, anche costituenti una micro rete capace di garantire una copertura dei consumi dell’utenza almeno al 50%, siano in grado di arrivare a un livello di autoconsumo pari, come minimo, al 60% sulla produzione ed al 40% dei consumi.

Sembra, poi, essere diventato possibile accedere agli incentivi pro FV su tetto anche se posti in terreni agricoli; con la specifica, tuttavia, che il divieto permane per quelli “a terra”.

Accolta, ma in forma emendata, anche la proposta dell’innalzamento della taglia entro la quale si può chiedere il ritiro dell’energia da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.A.), che dagli originari 100 kW sale a 250, anche se i tecnici delle regioni puntavano ai 500.

Viene, infine, risolta la questione relativa alle cave ed alle miniere esaurite, che risultavano “scomparse” dalla versione uscita dai Ministeri e inviata alla Conferenza Stato-Regioni: la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici in tali aree territoriali, attraverso l’accesso prioritario agli incentivi, viene ripristinata.

Per concludere, viene accolto un accorgimento suggerito per le Regioni, al fine di disincentivare la passata proliferazione di pale eoliche sorgenti su particelle catastali grandi quanto la base della pala stessa. Da oggi, quindi, l’accesso agli incentivi in tali eventualità sarà riservato ai soli impianti ricadenti nelle particelle catastali identificate prima del termine ultimo posto al 01 gennaio 2018.

Al momento, dunque, non resta che attendere quanto emergerà dalla discussione politica da farsi in sede di Conferenza Unificata fissata per giorno 13 dicembre p.v..

Lo Studio Legale provvederà alla pubblicazione di tutti gli aggiornamenti in merito.

Avv. Romina Zanvettor

Decreto Fer1: ultimi aggiornamenti dopo il confronto Regioni-Ministero, in attesa dell’esame della conferenza unificata

Processo Banca Popolare di Vicenza: il via al dibattimento per le nuove costituzioni di parti civili.

Sabato scorso, si è celebrata avanti al Tribunale Penale di Vicenza la prima udienza dibattimentale relativa al procedimento instaurato contro gli ex-vertici di banca Popolare di Vicenza.

Dopo l’udienza preliminare, che si è chiusa con il rinvio a giudizio del Cavalier Gianni Zonin, di Massimiliano Pellegrini – preposto alla redazione dei bilanci, di Andrea Piazzetta – ex direttore generale, di Giuseppe Zigliotto – fu presidente degli Industriali vicentini e del Banco medesimo, nonché di Emanuele Giustini e Paolo Marin – entrambi ex-vicedirettori dell’istituto di credito, ora il processo per il collasso della Banca Popolare di Vicenza, entra nel vivo.

Per tutti le accuse sono pesanti e comprendono i delitti di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza di organismi, quali Bankitalia e Consob, oltre al falso in prospetto. Imputata risulta essere anche la Banca stessa, citata in qualità persona giuridica grazie alle norme che rendono possibile lo svolgersi del processo penale anche nei confronti degli enti.

Tuttavia, fuori da un blindatissimo palazzo di giustizia l’atmosfera non era delle più distese e, infatti, poco prima che i Giudici (presieduti dal Presidente del Collegio, Dott. Miazzi) aprissero i lavori, un nutrito gruppo di risparmiatori colpiti dal crollo, principalmente azionisti ed ex-azionisti, ha manifestato, se pur pacificamente, rivolgendo commenti “caustici”, soprattutto nei confronti del Cav. Zonin (non presente all’udienza, come tutti gli altri imputati).

L’udienza si è aperta con il deposito di numerose nuove costituzioni di parte civile, come già si era preannunciato. I difensori già costituiti, invece, hanno tempestivamente provveduto a estendere le precedenti costituzioni a tutti i reati di cui ai capi di imputazione contenuti nel decreto di rinvio al giudizio.

Il processo, oramai, sta raggiungendo dimensioni “maxi” sia per l’altissimo numero di parti civili costituite ed ammesse, sia per le pagine del fascicolo d’ufficio che, allo stato, supera già il milione. Ora è tutto rinviato all’udienza del prossimo 15 dicembre, nel corso della quale i difensori degli imputati solleveranno le eccezioni alle costituzioni di parte civile.

Lo Studio Legale provvederà ad aggiornare i propri Clienti in merito agli sviluppi.

Avv. Romina Zanvettor

Processo Banca Popolare di Vicenza: il via al dibattimento per le nuove costituzioni di parti civili.

Quando il denaro e il potere si intrecciano: governare o farsi governare dalla finanza? I rischi «capitali» del 2019.

Lo Studio Legale RZLEX di Conegliano (Provincia di Treviso) sta promuovendo le proprie attività nell’ambito del diritto patrimoniale, un obiettivo di eccellenza professionale, in team con altri professionisti e consulenti. Le prestazioni vengono offerte in favore di aziende e privati, con specifiche funzioni di pianificazione e consulenza, inclusi i servizi di advisor finanziario, fiscale, strategico e filantropico, nella gestione degli investimenti, dell’asset allocation e del risk management.

La tutela del patrimonio viene perseguita da professionisti e consulenti con gli obiettivi di aumentare la redditività degli investimenti, di ridurre l’incertezza dell’operatività, di razionalizzazione della fiscalità e di massimizzazione dei profitti. Il servizio viene reso anche presso le sedi dei Clienti, in sinergia di competenze e con “risparmio” di tempo.

Per far conoscere questa nuova attività, è stato organizzato in data 21 novembre 2018, presso lo Studio Legale RZLEX, un incontro su tematiche finanziarie, tenuto dell’Avv.to Romina Zanvettor e dalla Dott.ssa Elisa Collazuol Promotore Finanziario.

Durante il salotto, si è discusso dei rischi conseguenti l’uscita dell’Italia dall’area euro e l’entrata in vigore della nuova patrimoniale https://www.professionefinanza.com/fuga-capitali-francesco-guariniello-scelta-emotiva/ nonché delle più attuali strategie di investimento.

Visti gli ottimi riscontri ottenuti sono state fissate nuove serate per i giorni 20 febbraio 2019 e 17 aprile 2019, a cui siete invitati a partecipare, previo contatto con lo Studio.

Avv. Romina Zanvettor

 

 

 

 

Quando il denaro e il potere si intrecciano: governare o farsi governare dalla finanza? I rischi «capitali» del 2019.

Tremonti Ambiente e conti energia: si va verso la soluzione dei contenziosi

Un emendamento della Legge di Bilancio risolverà la questione della cumulabilità tra i benefici fiscali della Tremonti Ambienti e le tariffe incentivanti  dei Conti Energia per il fotovoltaico.

 Sarà risolta in sede di Legge di Bilancio la questione della cumulabilità dell’agevolazione prevista dalla Tremonti Ambiente con gli incentivi dei Conti Energia per il fotovoltaico. Questa è la conferma  avuta nei giorni scorso dal Ministero dell’Economia e Finanze, apprezzata già da moltissimi beneficiari

Nell’ambito del punto di programma di governo della cosiddetta “pacificazione fiscale”, su indicazione del MEF,  è stato, infatti, presentato un emendamento  (clicca qui) all’art. 9 della Legge di Bilancio, per cui, rinunciando al 15% della fruizione della detassazione e con la restituzione in sei rate della quota del beneficio fruito, si andranno a risolvere tutte le liti pendenti e il riconoscimento delle eventuali perdite residue da riportare in dichiarazione.

La rinuncia, che determinerà comunque la compatibilità della detassazione per il 3°, 4° e 5° Conto Energia per il fotovoltaico, dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate e al GSE entro il 31 maggio 2019.

Pertanto, entro fine del corrente anno, coloro che non hanno ancora usufruito del beneficio fiscale previsto dalla Tremonti Ambienti, potrebbero ancora presentare la domanda di agevolazione.

La misura, non comportando nuove perdite per il fisco, non avrà bisogno di copertura finanziaria e molto probabilmente verrà approvata perché appoggiata dal MEF.

Nel frattempo, il GSE, che aveva precedentemente fissato il termine del 22.11.2018 per dare evidenza dell’intervenuta rinuncia al beneficio fiscale al fine del mantenimento delle tariffe incentivanti, ha comunicato ufficialmente sul proprio sito web la proroga di detto termine al 31.12.2019  www.gse.it/servizi-per-te/news/cumulabilita-conto-energia-e-tremonti-ambiente-proroga-del-termine-per-l-attestazione-della-rinuncia-al-beneficio-fiscale.

Nei prossimi giorni approfondiremo tutte le implicazioni di questo importante emendamento.

Avv. Romina Zanvettor

Tremonti Ambiente e conti energia: si va verso la soluzione dei contenziosi

La Tremonti Ambiente è cumulabile con i Conti Energia?

Secondo giurisprudenza costante dei Giudici Tributari, l’agevolazione fiscale “Tremonti Ambiente” è cumulabile con le tariffe incentivanti previste dai Conti Energia III, IV e V.

Sulla questione, lo Studio Legale ha già pubblicato un ampio ed esaustivo approfondimento (http://www.rzlex.it/la-cumulabilita-della-legge-tremonti-ambiente-e-le-tariffe-incentivanti/) il quale, tuttavia, merita di essere integrato dal presente contribuito, con cui si intende dare contezza dell’ormai consolidata opinione sul tema delle Commissioni Tributarie.

Si ricorda, a tal proposito, che il dibattito sulla cumulabilità o meno della “Tremonti Ambiente” con gli incentivi di cui ai Conti Energia III, IV e V è tornato alla ribalta nell’ultimo anno, quando il GSE, per il tramite di una nota, ha espresso la propria contrarietà ad una simile soluzione, ritenendo, per converso, tale possibilità legittima solamente in relazione alle tariffe previste dal I e II Conto Energia.

Le discussioni in atto, inoltre, si sono di recente arricchite di un intervento (ordinanza n. 67/2018) del Consiglio di Stato con cui, nell’ambito di un procedimento per ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, i Giudici di Palazzo Spada, esprimendosi a favore di parte ricorrente, hanno sospeso l’efficacia dell’impugnato provvedimento del GSE, limitatamente alla parte in cui il Gestore, sulla base di un paventato divieto di cumulo sancito dal quadro normativo, ha disposto la cessazione dell’erogazione degli incentivi a favore del soggetto responsabile.

Il sopracitato parere, altresì, ha denunciato l’assoluta mancanza di certezza in relazione alla legittimità della coesistenza, a favore del medesimo impianto, della “Tremonti Ambiente” con i benefici di cui ai Conti Energia e, pertanto, i Ministeri competenti sono stati invitati a prendere definitiva posizione sull’oggetto del contendere.

In attesa, dunque, dell’auspicato intervento chiarificatore, un apporto decisivo per giungere ad una soluzione univoca lo si può individuare nella giurisprudenza tributaria, la quale, da qualche anno ormai, si sta occupando, a più riprese, della controversa questione.

In tale sede, diversamente da quello che pare essere l’indirizzo del GSE, si ravvisa un consolidato orientamento ermeneutico favorevole al cumulo; l’interpretazione accolta, nello specifico, ruota alla natura (interpretativa) attribuita all’art. 19 del DM 5 luglio 2012 (Quinto Conto Energia) dai Giudici Tributari.

La disposizione da ultimo citata, rubricata “Cumulabilità delle tariffe di cui al decreto 19 febbraio 2007 con altri incentivi pubblici”, testualmente recita: “1. L’articolo 9, comma 1, primo periodo, del decreto 19 febbraio 2007 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, si intende nel senso che il limite di cumulabilità ivi previsto si applica anche alla detassazione per investimenti di cui all’articolo 6, commi da 13 a 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all’articolo 5 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

La norma in esame, dunque, ha operato un rinvio all’art. 9, comma 1, primo periodo, del Secondo Conto Energia, con cui si è stabilito che “Le tariffe incentivanti di cui all’art. 6 e il premio di cui all’art. 7 non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento (…)”.

In altre parole, dal combinato disposto delle due norme sopracitate, si evince la legittimità del cumulo degli incentivi di cui ai Conti Energia con la detassazione prevista dalla “Tremonti Ambiente”, a condizione che tale ultima agevolazione non sia superiore al 20% del costo dell’investimento (calcolato in termini di risparmio di imposta).

Per quanto concerne l’ambito applicativo della prospettata soluzione interpretativa, in giurisprudenza si è, tuttavia, ampiamente discusso: infatti, per molti operatori del settore, il rinvio letterale, di cui all’art. 19, al Secondo Conto Energia, limiterebbe la cumulabilità della “Tremonti Ambiente” ai soli benefici (rectius: incentivi) contemplati dal D.M. 19 febbraio 2007.

Le Commissioni Tributarie, invece, sia Provinciali che Regionali, hanno statuito, in plurime sentenze, che la norma introdotta dall’art. 19 del D.M. 5 luglio 2012 ha valenza interpretativa e, pertanto, la sua effettività si estenderebbe, oltre che al II, anche ai Conti Energia III, IV e V.

Sul punto, tra le tante, la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte ha recentemente statuito che “(…) alle disposizioni del V conto energia (d.m. 5.7.2012) non possa che annettersi, tenuto conto del soggetto da cui proviene, una portata di natura interpretativa, che, come tale, non può essere limitata al solo II conto energia cui dette norme fanno richiamo” (CTR Piemonte, 26 ottobre 2018, n. 473).

Ciò, in quanto, ad avviso dei Magistrati Tributari, non vi sarebbe alcuna ragione per escludere la legittimità del cumulo in relazione ad interventi del tutto similari a quelli effettuati nel periodo di vigenza del II conto energia, sol perché ricadenti nel vigore dei conti energia successivi.

Come già anticipato da titolo del presente approfondimento, l’indirizzo su cui la giurisprudenza si è arroccata è chiaro: la “Tremonti Ambiente” è cumulabile con le tariffe di cui ai Conti Energia.

Non resta che attendere, dunque, l’intervento del MiSE (il Ministero dell’Economia a declinato qualunque competenza in merito) e capire se verrà preso atto delle importanti decisioni dei giudici in sede tributaria favorevoli ai contribuenti o soggetti responsabili.

Lo Studio Legale sta già seguendo plurime posizioni ed è a disposizione di tutti i soggetti responsabili per le più opportune indicazioni.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Marco De Nadai

La Tremonti Ambiente è cumulabile con i Conti Energia?

Bozza della Legge di bilancio: le novita’ per i risparmiatori traditi

Dopo una lunga riunione a Palazzo Chigi tra il Premier Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è stata definita la bozza del decreto attuativo della Legge di Bilancio 2018 (L. n. 205 del 27 dicembre 2017), che prevede, tra le altre, all’art. 38 le misure per l’erogazione del ristoro in favore di risparmiatori che hanno subito, dalle Banche emittenti o da società da queste controllate, un danno ingiusto patrimoniale per la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dalla normativa in materia di intermediazione finanziaria, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari.

Il testo mercoledì prossimo approderà alla Camera per ottenere l’approvazione, anche con eventuali modifiche.

Per poter procedere con i risarcimenti verrà istituito un Fondo di ristoro con una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

La misura del rimborso è individuata nel 30% riconosciuto da sentenza del Giudice o pronuncia dell’ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie istituito presso la Consob) con il limite di 100.000 euro per ogni risparmiatore, comprensivo di accessori di legge, ove riconosciuti. Dall’importo riconosciuto e liquidato in sentenza o nella pronuncia dell’ACF andranno dedotti i dividendi percepiti. La domanda avanti il Giudice ordinario o l’Arbitro può essere presentata entro il 30 giugno 2019.

Per quanto concerne la procedura presso la Consob, va rilevato che essa è, in sostanza, quella già operativa e prevista dal regolamento Consob.

La buona notizia è che la percentuale indicata (30%) potrebbe aumentare: la norma citata, infatti, al punto 6 prevede che all’esito del processo di ristoro, possa essere aumentata la misura percentuale dei rimborsi, tenendo conto delle risorse effettivamente ancora effettivamente disponibili.

Ad accedere al Fondo, secondo la disposizione, potranno essere “i risparmiatori, che siano la persona fisica, l’imprenditore individuale, anche agricolo, il coltivatore diretto, che ha acquistato le azioni di cui al comma 1, o i loro successori mortis causa, nonché il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado in possesso delle predette azioni, a seguito di trasferimento con atto tra vivi”.

Questa forma di indennizzo comporterà “la rinuncia all’esercizio di qualsiasi diritto e pretesa connessa alle stesse azioni” e non sarà cumulabile con altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento.

Coloro che nel 2016 hanno aderito alle offerte transattive di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, pari al 15% del valore dell’investimento, potranno ottenere la differenza tra importi già percepiti e quelli liquidati nella sentenza o pronuncia favorevole. In tal caso, tuttavia, l’erogazione del rimborso sarà postergata agli altri risparmiatori traditi, fatta eccezione per chi presenta un valore dell’ISEE inferiore a 35 mila euro.

Come anticipato, la bozza di legge passerà al vaglio della Camera e potrebbe subire delle modifiche nel testo.

Lo Studio Legale RZLEX Vi aggiornerà sugli sviluppi.

Cordiali saluti.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Tagliapietra

Bozza della Legge di bilancio: le novita’ per i risparmiatori traditi

Cumulabilita’ “Tremonti Ambiente” e conti energia: come agire

E’ in scadenza il termine stabilito dal GSE con la propria nota del 22 novembre 2017 (https://www.gse.it/servizi-per-te/conto-energia-chiarimenti-in-merito-alla-possibilita-di-cumulo-tra-conto-energia-e-cd-tremonti-ambiente), per la rinuncia alla detassazione fiscale della “Tremonti Ambiente” (art. 6, commi 13-19, della Legge n. 388/2000), ovverosia il 22 novembre 2018.

La questione della cumulabilità o no delle tariffe incentivanti, disciplinate dai Conti Energia diversi dal II, con la “Tremonti Ambiente” e la posizione assunta dal GSE con la citata comunicazione è stata già affrontata in un approfondimento pubblicato sul sito dello Studio Legale RXLEX (http://www.rzlex.it/la-cumulabilita-della-legge-tremonti-ambiente-e-le-tariffe-incentivanti/).

Per adeguarsi alle indicazioni del GSE, è necessario rinunciare al beneficio fiscale goduto, dandone comunicazione all’Agenzia delle Entrate ed esibendo la relativa documentazione anche al Gestore. Detta rinuncia al beneficio fiscale, non essendoci a oggi puntuali indicazioni, potrebbe avvenire nei seguenti modi:

– mediante l’invio di una dichiarazione integrativa a sfavore delle dichiarazioni dei redditi del periodo in cui si ha usufruito dell’agevolazione. Questa forma pare la più condivisibile alla luce del meccanismo di fruizione del beneficio (consistente in una variazione in diminuzione della base imponibile dell’IRES) e in linea con alcune pronunce di prassi dell’Amministrazione finanziaria datate;

– attraverso la presentazione di un’istanza di rimborso nel termine dei 48 mesi decorrenti dal termine per il versamento a saldo delle imposte relative all’anno di imposta di competenza dell’agevolazione e si sostanzierebbe nella ripetizione di quanto indebitamente ricevuto a seguito della fruizione del beneficio.

Chi avesse già ricevuto il provvedimento di avvio del procedimento di revoca degli incentivi da parte del GSE e sospensione dell’erogazione delle tariffe in autotutela, può impugnare il predetto atto avanti al TAR, per chiederne l’annullamento.

Si segnala, sul tema, il recente parere n. 67/2018 del Consiglio di Stato (https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=HKUZFB667GHJECPI23AIZXSPU4&q=tremonti%20or%20ambientale ), che si è espresso in favore di parte ricorrente, sospendendo l’efficacia del provvedimento impugnato limitatamente alla cessazione dell’erogazione degli incentivi disposta dal GSE.

Se coinvolti nella vicenda affrontata, Vi invitiamo a prendere contatti con lo Studio Legale RZLEX dell’Avv. Romina Zanvettor, che fornirà assistenza sia in merito alla gestione della pratica presso il GSE, ovvero all’attività di natura fiscale, sia alla controversia in via giudiziale.

Cumulabilita’ “Tremonti Ambiente” e conti energia: come agire

La cumulabilita’ della legge “Tremonti Ambiente” e le tariffe incentivanti

Ritorna in questi giorni alla ribalta una delle questioni maggiormente discusse tra gli operatori del settore del fotovoltaico e concernente la possibilità o no di cumulare le tariffe incentivanti, disciplinate dai Conti Energia diversi dal II, con la “Tremonti Ambiente”, prevista dall’art. 6, commi 13-19, della Legge n. 388/2000.

Secondo quanto stabilito dalla norma da ultimo citata, i costi di acquisto sostenuti per gli “investimenti ambientali”, quelli “necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente”, potevano essere dedotti dalla base imponibile, cioè dell’ammontare complessivo dei redditi tassabili. Tra questo tipo di investimenti erano ammessi anche quelli effettuati per l’acquisto e la messa in esercizio di impianti fotovoltaici.

Si parla doverosamente al passato, in quanto il cd. “decreto crescita” (DL n. 83/2012 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/08/11/12A08941/sg) ha abrogato la deduzione degli investimenti ambientali: dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del decreto, infatti, non è stato più possibile accedere alle agevolazioni fiscali in precedenza previste.
Il citato DL, tuttavia, non ha fornito alcuna disposizione in merito alla cumulabilità dell’agevolazione fiscale con altre misure incentivanti, lasciando aperta al dibattito dottrinale e giurisprudenziale la questione di cui trattasi.

La vexata quaestio è tornata di grande attualità a seguito della nota del GSE dello scorso 22 novembre 2017 (link https://www.gse.it/servizi-per-te/conto-energia-chiarimenti-in-merito-alla-possibilita-di-cumulo-tra-conto-energia-e-cd-tremonti-ambiente), con cui il medesimo Gestore, ritenendo possibile beneficiare sia dell’agevolazione fiscale di cui alla Tremonti Ambiente sia delle tariffe incentivanti del I e II Conto energia  nei limiti del 20% del costo dell’investimento ha affermato, invece, che “la detassazione di cui alla Tremonti ambiente non è cumulabile in alcuna misura con le tariffe incentivanti spettanti ai sensi del III, IV e V Conto Energia”.

Il GSE è giunto alla predetta conclusione applicando un’interpretazione letterale e restrittiva dell’art. 5 del D.M. 6 agosto 2010 (III Conto Energia) e degli artt. 5 e 12, rispettivamente, del D.M. 5 maggio 2011 (IV Conto Energia) e 5 luglio 2012 (V Conto Energia), sostenendo l’esclusione al cumulo, poiché gli articoli citati elencherebbero in modo tassativo i contributi e benefici pubblici esclusi dal divieto, non includendo la detassazione per investimenti ambientali.

Ma vi è di più. Il GSE ha, altresì, precisato che coloro che hanno indebitamente fruito dell’agevolazione fiscale e delle tariffe incentivanti previste dal III, IV e V Conto Energia e vogliano continuare a godere di queste ultime, devono rinunciare all’altro beneficio goduto, comunicando detta intenzione all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla pubblicazione della news e, dunque, entro il 22 novembre 2018.

Cosa fare? Rinunciare o meno alla detassazione Tremonti a fronte della netta posizione del GSE?

Ebbene, allo stato, in assenza di puntuali indicazioni da parte del Gestore e/o dell’Agenzia delle Entrate, le strade percorribili paiono essere due.

La prima è, appunto, adeguarsi all’orientamento del GSE, rinunciando al beneficio in questione. Le modalità ipotizzabili di rinuncia al beneficio sono:

  1. l’invio di una dichiarazione integrativa a sfavore delle dichiarazioni dei redditi del periodo in cui si ha usufruito dell’agevolazione. Questa conclusione, del resto, risulta in linea con alcune pronunce di prassi dell’Amministrazione finanziaria piuttosto risalenti e appare condivisibile alla luce del meccanismo di fruizione del beneficio (consistente in una variazione in diminuzione della base imponibile dell’IRES);
  2. la presentazione di un’istanza di rimborso nel termine dei 48 mesi decorrenti dal termine per il versamento a saldo delle imposte relative all’anno di imposta di competenza dell’agevolazione e si sostanzierebbe nella ripetizione di quanto indebitamente ricevuto a seguito della fruizione del beneficio.

Tutta la sopraindicata documentazione dovrà essere poi trasmessa al GSE, con apposita comunicazione.

La via alternativa potrebbe essere quella di non seguire le disposizioni del GSE, continuando a mantenere entrambe le agevolazioni, e impugnare avanti al TAR il prospettato provvedimento di revoca degli incentivi, chiedendone l’annullamento[1].

Il GSE ha già intrapreso i primi procedimenti di sospensione degli incentivi del III, IV e V Conto Energia per gli impianti che hanno usufruito della Tremonti Ambiente, anticipando la scadenza fissata dal GSE per la rinuncia al beneficio fiscale (22.11.2018).

Con le comunicazioni ricevute dai Soggetti Responsabili degli impianti, il GSE ha avvisato di aver avviato un “procedimento in autotutela per la revisione del provvedimento di ammissione alle tariffe incentivanti” e che “in attesa della conclusione del procedimento il GSE, in via cautelativa, manterrà sospesa l’erogazione degli importi a titolo di tariffa incentivante”.

Per chi fosse destinatario di analoghe comunicazioni, si avverte che vi è la possibilità di fornire memorie scritte e/o documentazione idonea a comprovare l’effettiva rinuncia al beneficio fiscale goduto, da inviare entro e non oltre il 21 novembre 2018 al GSE medesimo.

Peraltro, sul tema, si segnala che il Consiglio di Stato, Sezione Seconda, è recentemente intervenuto in merito alla sospensione degli incentivi, disposto dal GSE, con il parere n. 67/2018 (https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=HKUZFB667GHJECPI23AIZXSPU4&q=tremonti%20or%20ambientale ).

Nella fattispecie, il ricorso, corredato da istanza di sospensione cautelare, è stato proposto da una società che stava fruendo delle agevolazioni fiscali Tremonti Ambiente, con la tariffa incentivante erogata ai sensi del D.M. 5 maggio 2011 (IV Conto Energia).

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza di sospensione avanzata dalla ricorrente, ritenendola meritevole e ravvisando anche il periculum in mora, limitatamente alla cessazione dell’erogazione degli incentivi disposta dal GSE con il provvedimento impugnato.

In particolare, si legge che la comunicazione di avvio procedimento a firma del Gestore, funzionale, per esplicito richiamo all’adozione dei provvedimenti previsti dall’art 42 del d.lgs. 3 marzo 2011, n. 28, rubricato “Controlli e sanzioni in materia di incentivi”, supera i “limiti contenutistici dell’atto endoprocedimentale di avvio del procedimento – peraltro qualificato come di autotutela – in quanto dispone anche, con valenza immediata, la sospensione della erogazione degli importi a titolo di tariffa incentivante”, che dovrebbe avvenire nel rispetto dell’art. 21 quater della l. n. 241/1990, ovverosia in presenza di esplicitate “gravi ragioni”, non ritenute però sussistenti nel caso.

Il Consiglio di Stato, inoltre, ha dato atto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha attivato la richiesta istruttoria sullo stato attuale del procedimento, nonché sulla natura del provvedimento definitivo da adottare e sulle relative impugnazioni.

Lo Studio Legale dell’Avv. Romina Zanvettor è a disposizione per l’assistenza in materia, relativa alla gestione della pratica presso il GSE, all’attività di natura fiscale, nonché alle controversie in sede giudiziale.

Avv. Romina Zanvettor

 

[1] Nel panorama, si osserva che in sede fiscale i giudici siano già stati in più occasioni chiamati a pronunciarsi sulla possibilità di cumulare la detassazione ambientale con la tariffa incentivante e si riscontra una consolidata giurisprudenza favorevole al contribuente (CTP Milano 4119/16/16 passata in giudicato, CTP Milano 2536/21/17 passata in giudicato, CTP Milano 5001/11/17 passata in giudicato, CTP Genova 737/1/17; CTP Genova 973/5/17, CTP Genova 1345/1/17, CTP Ancona 328/2/17 passata in giudicato, CTIGD Bolzano 171/2/17, CTP Bergamo 284/4/17; CTP Cuneo 229/1/17, CTP Cuneo 307/1/17; CTP Cuneo 179/2/18; CTP Cuneo 180/2/18; CTP Arezzo 384/2/18; CTP Roma 6686/41/18; CTP Prato 115/2/18; CTP Brescia 632/1/17, CTP Brescia 301/1/18; CTP Brescia 315/1/18, CTR Lombardia 3656/45/16).

La cumulabilita’ della legge “Tremonti Ambiente” e le tariffe incentivanti

Processo Banca Popolare di Vicenza: tutti gli imputati rinviati a giudizio

Sabato scorso si è tenuta l’ultima udienza preliminare, in cui è stato dato spazio alla discussione delle repliche delle parti civili costituite.

All’esito, il GUP Dott. Roberto Venditti, dopo aver deciso in Camera di Consiglio, ha dato lettura del decreto alle parti, con cui ha disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati – ovverosia Gianni Zonin, Giuseppe Zigliotto, Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin, Massimiliano Pellegrini, nonché lo stesso Istituto di credito – per i reati contestati di aggiotaggio, ostacolo alle autorità di vigilanza e falso in prospetto.

La posizione dell’ex Direttore Generale Samuele Sorato, si ricorda, è stata invece stralciata per gravi motivi di salute e l’imputato tornerà in aula per l’udienza preliminare il 20 dicembre.

Il processo si celebrerà a partire dal giorno 1 dicembre 2018, con possibilità per coloro che non sono ancora parti civili in esso, di potersi costituire per la fase dibattimentale.

Entro il 20 novembre p.v., poi, i difensori delle parti dovranno depositare la propria lista dei testimoni da ascoltare nel corso del procedimento penale, nonché la documentazione per il dibattimento.

Lo Studio Legale procederà con i predetti adempimenti e, a conclusione dell’udienza sopra indicata, aggiornerà i propri Assistiti sugli sviluppi.

Qualora Vi fossero risparmiatori traditi che intendono costituirsi in giudizio per questa fase, Vi invitiamo a prendere contatti con lo studio a stretto giro, al fine di predisporre la costituzione di parte civile e la documentazione a corredo di essa.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Tagliapietra

Processo Banca Popolare di Vicenza: tutti gli imputati rinviati a giudizio