Archivio mensile aprile 2018

Fondo di risarcimento per le vittime di reati finanziari: in arrivo il Decreto attuativo

Il Fondo di risarcimento delle vittime di reati finanziari, previsto dalla Legge di bilancio, sta per completare il suo iter e, nel giro di pochi giorni, dovrebbe venire alla luce.

Nonostante il Governo in carica si trovi nella fase conclusiva del suo mandato, il Mef ha definito i contenuti (criteri di accesso, modalità di erogazione, entità dei rimborsi) del Decreto attuativo per far partire il Fondo di ristoro.

Prima dell’emanazione definitiva si attende, tuttavia, il parere del Consiglio di Stato che, comunque, non dovrebbe tardare ad arrivare.

Il Fondo, nello specifico, prevedrà una dotazione di 100 milioni di euro in quattro anni (dal 2018 al 2021) e sarà finanziato attraverso il Fondo interbancario di garanzia e il Fondo dei conti dormienti.

Vi potranno accedere anche i risparmiatori (senza distinzione alcuna tra obbligazionisti e azionisti) delle ex Popolari Venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) che siano stati vittime di un danno “ingiusto”, riconosciuto da una sentenza del giudice ovvero attraverso il ricorso alla Camera arbitrale dell’Anac.

In merito, il sottosegretario all’Economia ha manifestato l’idea di non inserire troppi vincoli per consentire a chiunque di presentare la domanda e dimostrare di aver subito un danno ingiusto.

Lo Studio Legale, non appena saranno resi noti i contenuti definitivi del Decreto attuativo, provvederà immediatamente ad informarVi.

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

 

Fondo di risarcimento per le vittime di reati finanziari: in arrivo il Decreto attuativo

Processo BpVi: i legali dei risparmiatori truffati hanno depositato le nuove costituzioni di parte civile

Sabato scorso si è tenuta presso il Tribunale di Vicenza la prima udienza preliminare relativa al filone d’indagine che, nel mese di marzo, aveva visto i PM Pipeschi e Salvadori depositare nuove richieste di rinvio a giudizio nei confronti degli ex vertici dell’Istituto Veneto, oggi in l.c.a..

Nello specifico, nell’ambito del nuovo procedimento, la Procura di Vicenza ha ipotizzato nei confronti dell’ex direttore generale Samuele Sorato, del suo vice Emanuele Giustini e della stessa Popolare Vicentina il reato di ostacolo all’attività di vigilanza di Consob.

A carico, invece, dell’ex presidente Gianni Zonin e di tutti gli altri indagati già nel primo troncone (Giuseppe Zigliotto, Paolo Marin, Massimiliano Pellegrini, Andrea Piazzetta) pende l’accusa di ostacolo all’attività di vigilanza di Bankitalia e Bce.

Ebbene, lo scorso sabato, gli avvocati dei risparmiatori ritenutisi danneggiati anche da queste nuove condotte, la cui rilevanza penale sarà accertata nel corso del processo, hanno depositato al GUP le costituzioni di parte civile, posto che quello era l’unico termine utile per assolvere tale incombente.

L’udienza era molto attesa anche perché il Giudice dott. Roberto Venditti avrebbe dovuto decidere in merito alla riunione di questo secondo troncone processuale con il primo (che presenta gli stessi imputati), anch’esso in fase di udienza preliminare.

Tuttavia, come ha annunciato il GUP agli avvocati presenti, sul punto è stato disposto un rinvio al prossimo 12 maggio, data in cui, finalmente, si dovrebbe avere definitiva chiarezza circa il prosieguo, congiunto o disgiunto, dei due filoni processuali.

Da ultimo, si segnala che assieme alle migliaia di risparmiatori truffati, si sono costituite in giudizio, quali parti danneggiate, anche Consob e Bankitalia.

Lo Studio Legale Vi aggiornerà prontamente sugli sviluppi dell’intera vicenda con riguardo, soprattutto, alle determinazioni che verranno assunte all’esito delle prossime udienze.

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

Processo BpVi: i legali dei risparmiatori truffati hanno depositato le nuove costituzioni di parte civile

Insolvenza Veneto Banca: il Tribunale di Treviso si riserva. Richiesta consulenza tecnica

Si è svolta nella mattinata di oggi la preannunciata udienza relativa alla richiesta della Procura di Treviso di dichiarare lo stato di insolvenza di Veneto Banca ai fini del suo fallimento, alla quale ha presenziato l’allora Presidente del Cda, Massimo Lanza, contestato da un gruppo di risparmiatori all’uscita del Tribunale.

Lo stato di insolvenza dell’Istituto potrebbe configurare una nuova fattispecie di reato da imputare a Veneto Banca, ovverosia quello di bancarotta, che allungherebbe di molto il termine di prescrizione dei reati e, di conseguenza, aumenterebbe la possibilità per i risparmiatori “azzerati” dal crollo dei titoli di ottenere il risarcimento del danno in sede penale.

In particolare, il Tribunale di Treviso dovrà chiarire se la Banca sarebbe stata in grado di onorare il rimborso del prestito obbligazionario emesso nel 2007 alla sua scadenza naturale prevista per il 21 giugno 2017.

E per determinare se Veneto Banca, al momento della messa in liquidazione coatta amministrativa e del passaggio al gruppo Intesa SanPaolo, il 25 giugno dello scorso anno, fosse o meno insolvente potrebbe essere disposta una consulenza tecnica, così come richiesto oggi al Giudice dal pubblico ministero Massimo De Bortoli.

All’esito dell’udienza, il Giudice Dott. Antonello Fabbro si è riservato.

Vi terremo aggiornati non appena verrà sciolta la riserva e si conoscerà la sua decisione in merito all’accertamento peritale.

 

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Tagliapietra

Insolvenza Veneto Banca: il Tribunale di Treviso si riserva. Richiesta consulenza tecnica

Intesa Sanpaolo rinuncia alla garanzia dello Stato sull’ammontare detenuto di titoli emessi da BpVi e Veneto Banca

Intesa Sanpaolo ha comunicato che, a seguito del completamento delle possibili operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari emessi dalle ex Popolari Venete, l’istituto procederà all’annullamento dei titoli in suo possesso e, conseguentemente, alla rinuncia della relativa garanzia dello Stato.

Tale comunicato conclude una vicenda che risale all’inizio del 2017, periodo in cui Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che versavano, già all’epoca, in una situazione di insolvenza, erano impossibilitate a finanziarsi a costi ragionevoli.

E’ accaduto che, con l’entrata in vigore del D.L. 23 dicembre 2016, n. 237, i due istituti (oggi entrambi in l.c.a.) hanno potuto emettere obbligazioni a tasso fisso garantite dallo Stato, riuscendo così a rastrellare, tra gli investitori istituzionali, la liquidità necessaria a costi più sostenibili.

Nel giugno successivo, inoltre, quando Intesa Sanpaolo si fece carico della c.d. “good bank”, ovvero la parte “buona” dei due istituti, e dei relativi dipendenti, le obbligazioni garantite dallo Stato passarono a tutti gli effetti a Intesa, con l’obbligo, in capo a quest’ultima, di farsi carico dei pagamenti cedolari e del futuro rimborso dei bond.

Lo scorso dicembre, infine, il gruppo bancario cessionario ha deciso il riacquisto dei titoli mediante un’operazione di “liability management”, conclusasi positivamente all’inizio di aprile e seguita, in rapida sequenza, dall’annullamento dei titoli in suo possesso e dalla comunicazione al Tesoro di rinuncia alla relativa garanzia dello Stato.

Si segnala, da ultimo, che il comunicato di Intesa si riferisce, specificamente, all’annullamento di sei obbligazioni: due emesse da BpVi, per un importo complessivo di 5,2 miliardi (di cui 4,8 miliardi detenuti da Intesa) e quattro emesse da Veneto Banca, per un complessivo importo di 4,9 miliardi (di cui 4,5 detenuti da Intesa).

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

Intesa Sanpaolo rinuncia alla garanzia dello Stato sull’ammontare detenuto di titoli emessi da BpVi e Veneto Banca

SGA acquista i portafogli di crediti deteriorati da BpVI e Veneto Banca, entrambe in liquidazione coatta amministrativa

SGA (Società per la Gestione di Attività S.p.a.) ha comunicato che, ai sensi dell’art. 5 del Decreto Legge n. 99 del 25 giugno 2017 ed in ottemperanza di quanto previsto dal DM n. 221/2018, ha stipulato con le due ex Popolari Venete (oggi in l.c.a.) i contratti per acquisire i portafogli di crediti deteriorati dei due istituti.

Con la firma di tali contratti, i commissari Liquidatori di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno proceduto alla cessione, in favore dei rispettivi Patrimoni Destinati di SGA (Patrimonio Destinato Gruppo Vicenza e Patrimonio Destinato Gruppo Veneto), dei crediti qualificati o qualificabili “in sofferenza”, “unlikely to pay” o “past due” (unitamente a beni, contratti e rapporti giuridici accessori agli stessi) alla data di avvio delle liquidazioni coatte amministrative e non transitati nella “good bank” Intesa Sanpaolo Spa ai sensi del summenzionato Decreto Legge n. 99 del 25 giugno 2017.

Sono circa 112.000 le posizioni debitorie che costituiscono i portafogli ceduti a SGA, per un valore lordo complessivo quantificabile intorno ai 18 miliardi di euro.

Il corrispettivo della cessione, si legge nel comunicato che qui si allega, è rappresentato da un credito delle due liquidazioni coatte amministrative nei confronti dei rispettivi Patrimoni Destinati di SGA, pari al valore di iscrizione contabile dei beni e dei rapporti giuridici ceduti, che sarà periodicamente aggiornato al minore o maggiore valore di realizzo.

A seguito di tale operazione, dunque, SGA può dar seguito all’attività di gestione dei crediti e degli altri beni e rapporti giuridici acquistati, con la finalità di massimizzare il valore di recupero nel tempo e, parimenti, di ottimizzare la gestione dei rapporti con i debitori.

Dunque, vi è da aspettarsi che SGA proceda celermente con le richieste di recupero dei crediti in questione.

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

SGA acquista i portafogli di crediti deteriorati da BpVI e Veneto Banca, entrambe in liquidazione coatta amministrativa

SEN 2017-2030: un nuovo sistema energetico per l’Italia

La Strategia Energetica Nazionale: di cosa si tratta?

  • la Strategia Energetica Nazionale è il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico
  • è il risultato di un percorso partecipato a cui hanno contribuito tutti i portatori di interesse, pubblici e privati, del settore
  • vengono delineati ambiziosi obiettivi, da raggiungere entro il 2030, finalizzati alla creazione di un modello di sistema energetico avanzato ed innovativo

Guarda la presentazione:

Il Decreto FER riprende il suo iter: si attende l’ufficializzazione del concerto tra il Mise e Minambiente

Qualche settimana fa avevamo anticipato nel nostro sito che il Ministero dello Sviluppo Economico aveva licenziato una prima bozza del c.d. Decreto FER.

Peraltro, si era anche precisato che il percorso era ben lungi dalla sua conclusione, posto che la versione finale del Decreto in questione sarebbe stata il frutto di un attento vaglio a opera di una serie di organismi, sia nazionali che sovranazionali.

Si ricorda, inoltre, che il Decreto FER è espressione della SEN 2017, ossia l’ampio documento con cui il Governo italiano ha definito la “nuova strategia energetica nazionale”, tra i cui obiettivi rientra, anche, l’implementazione delle rinnovabili.

Di riflesso, quindi, il Decreto FER, attraverso una serie di misure in esso contemplate, si propone di sostenere la produzione di energia elettrica dagli impianti alimentati a fonti rinnovabili.

Ritornando all’iter che dovrebbe condurre alla definitiva versione, è notizia di ieri che il testo abbia incontrato l’ok del Ministero dell’Ambiente; tuttavia, per conoscere se e quali modifiche siano state apportate, non resta che attendere l’ufficializzazione dell’intervenuto concerto tra i due Ministeri (Sviluppo Economico e Ambiente).

Conclusa tale fase, dovrà essere chiesto il parere dell’Autorità per l’energia (Arera) e, una volta ricevuto quest’ultimo, sarà convocata la conferenza Stato-Regioni che, a propria volta, dovrà esprimersi sul testo.

Infine, il Decreto dovrà essere inviato a Bruxelles per la conferma definitiva della Commissione Europea. Tale ultimo passaggio, si ipotizza, sarà piuttosto rapido, poiché la Commissione ha già ricevuto in anteprima il testo e, da quel che trapela, non avrebbe posto alcuna obiezione.

Lo Studio Legale terrà costantemente monitorato l’iter del Decreto e, non appena vi saranno novità a riguardo, procederà immediatamente ad informarVi.

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

Il Decreto FER riprende il suo iter: si attende l’ufficializzazione del concerto tra il Mise e Minambiente

Decreto Fer 2018-2020 – Una nuova era per il fotovoltaico

Il Decreto FER disciplina anche il fotovoltaico.

La Commissione Europea, nelle linee guida del 2014, ha chiarito che le tariffe incentivanti vengono riconosciute per la produzione di energia da qualsiasi fonte rinnovabile, senza alcuna discriminazione.

Guarda la presentazione:

Tagli agli incentivi per le rinnovabili: si attende il responso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

Il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di Giustizia dell’U.E. di pronunciarsi (rinvio pregiudiziale in gergo tecnico) sulla compatibilità, con il diritto comunitario, della normativa nazionale che, nel corso degli anni, ha portato alla riduzione delle tariffe incentivanti per le rinnovabili.

Il Consiglio di Stato, con sent. n. 1306/2018, ha interpellato la Corte di Giustizia in merito alla compatibilità della normativa nazionale che ha disposto, in passato, la riduzione degli incentivi già riconosciuti dai “conti energia” (a sostegno delle rinnovabili), con i principi espressi dalla direttiva n. 2009/28/CE che dovrebbero, invece, delineare un dovere degli Stati membri (dell’U.E.) di predisporre un immutabile regime di sostegno alla produzione di energia mediante fonti rinnovabili.

Nello specifico, in virtù di una disposizione contenuta nei Trattati istitutivi dell’Unione, il Consiglio di Stato ha chiesto ai Giudici europei di chiarire se una “prassi”, come quella a cui si è assistito nel corso degli ultimi anni, volta a ridurre e/o azzerare le tariffe incentivanti stabilite, sia o meno conforme ai principi cardine, in materia di sostegno alle rinnovabili, fissati dal diritto comunitario.

La pronuncia (in sede pregiudiziale) della Corte di Giustizia, adesso, è molto attesa.

Infatti, laddove venisse precisato che il diritto comunitario non consente alcuna rimodulazione peggiorativa degli incentivi (già riconosciuti) alle rinnovabili, ecco che, quale effetto immediato, la “prassi” cui si è sopra fatto cenno verrebbe completamente travolta.

Infatti, una pronuncia in tal senso, per esempio, potrebbe anche colpire il Decreto Legge c.d. “Spalma Incentivi” con cui, nel 2014, era stata disposta, a decorrere dal 1 gennaio 2015, la rideterminazione/riduzione delle tariffe incentivanti, riconosciute per impianti FV con capacità superiore a 200 KW.

 

Lo Studio Legale sta seguendo con molta attenzione la vicenda e, non appena verrà resa nota la statuizione dei giudici comunitari, provvederà immediatamente ad informarVi.

 

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

Tagli agli incentivi per le rinnovabili: si attende il responso della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

BpVI e Veneto Banca: azione di responsabilità nei confronti delle società di revisione

La vicenda riguardante le ex popolari venete, che pare non avere fine, si sta per arricchire di un nuovo fronte giudiziario.

I commissari liquidatori dei due istituti, infatti, hanno conferito ad un legale l’incarico di avviare un’azione di responsabilità nei confronti delle società di revisione PricewaterhouseCoopers (Pwc) e Kpmg.

La prima, protagonista dell’attività di revisione di Veneto Banca; la seconda, invece, legata a Banca Popolare di Vicenza.

Nello specifico, a dire dei commissari, il fatto di non aver revisionato adeguatamente i bilanci 2012, 2013, 2014, avrebbe contribuito, in maniera decisiva, all’intervenuto dissesto delle due banche venete.

Per procedere in tal senso, si attende solamente il via libera di Bankitalia.

 

Lo Studio Legale sta promuovendo analoghe azioni nei confronti delle medesime società di revisione per ottenere il risarcimento del danno a favore dei risparmiatori traditi.

 

Avv. Romina Zanvettor

Dott. Marco De Nadai

 

BpVI e Veneto Banca: azione di responsabilità nei confronti delle società di revisione