Archivio annuale 2019

International Energy Agency: + 50% di Energia Rinnovabile installata nel mondo nel 2024

Secondo il Renewables 2019 Market Report, pubblicato dall’International Energy Agency (Iea), «L’installazione di sistemi solari fotovoltaici su case, edifici commerciali e strutture industriali è destinata a decollare nei prossimi cinque anni, trasformando il modo in cui l’elettricità viene prodotta e consumata».

Il rapporto prevede che tra, il 2019 e il 2024, la capacità di energia totale rinnovabile mondiale da fonti rinnovabili crescerà del 50%, un aumento di 1.200 gigawatt, equivalente all’attuale capacità di produzione energetica totale degli Stati Uniti, che è favorita dalle riduzioni dei costi e dagli sforzi concertati delle politiche governative.

Di questo aumento, il 60% sarà rappresentato dal solare fotovoltaico, mentre, la quota delle energie rinnovabili nella produzione di energia globale salirà dall’attuale 26% al 30% nel 2024.

Una previsione di forte crescita che arriva dopo lo stallo registrato per la prima volta dalle rinnovabili nel 2018, dopo quasi 20 anni di crescita ininterrotta. Ma l’Iea sottolinea che «La rinnovata espansione rimane ben al di sotto di quanto necessario per raggiungere gli obiettivi globali di energia sostenibile».

Presentando il rapporto, il direttore esecutivo dell’Iea, ha ricordato che «Le energie rinnovabili sono già la seconda fonte di elettricità al mondo, ma il loro dispiegamento deve ancora accelerare se si vogliono raggiungere gli obiettivi a lungo termine, in riferimento al clima, qualità dell’aria e accesso all’energia».

Renewables 2019 evidenzia le tre principali sfide che devono essere superate per accelerare la diffusione di energie rinnovabili:

  • incertezza politica e normativa;
  • rischi di investimento elevati;
  • integrazione dei sistemi di energia eolica e fotovoltaica.

Fino al 2024 il fotovoltaico distribuito rappresenterà quasi la metà della crescita del mercato globale del solare fotovoltaico. Contrariamente a quanto si pensa comunemente, a dominare la crescita del fotovoltaico distribuito non sono gli utilizzi residenziali, ma il commercio e l’industria che nei prossimi 5 anni rappresenteranno ben i tre quarti delle nuove installazioni. «Questo perché – spiegano all’Iea – le economie di scala combinate con un migliore allineamento della domanda di energia fotovoltaica e della domanda di elettricità consentono un maggiore autoconsumo e maggiori risparmi sulle bollette dell’elettricità nei settori commerciale e industriale». Inoltre, «Poiché i costi continuano a scendere, abbiamo un crescente incentivo per accelerare lo sviluppo del solare fotovoltaico. Nella maggior parte dei Paesi, il costo di produzione dell’elettricità dai sistemi solari fotovoltaici distribuiti è già inferiore ai prezzi dell’elettricità al dettaglio».

L’Iea prevede che questi costi diminuiranno di un ulteriore 15% al ​​35% entro il 2024, rendendo la tecnologia più allettante e stimolando l’adozione in tutto il mondo.

Tuttavia, il rapporto avverte che «Per garantire che la crescita del fotovoltaico distribuito sia sostenibile, sono necessarie importanti riforme politiche e tariffarie. La crescita non gestita potrebbe danneggiare i mercati dell’elettricità aumentando i costi di sistema, sfidando l’integrazione in rete delle energie rinnovabili e, riducendo i ricavi degli operatori di rete.  Ancora, «Riformando le tariffe al dettaglio e adattando le politiche, i servizi pubblici e le amministrazioni pubbliche possono attrarre investimenti nel fotovoltaico distribuito garantendo, allo stesso tempo, entrate sufficienti per pagare le attività di rete fissa e garantendo che l’onere dei costi sia ripartito equamente tra tutti i consumatori».

Secondo l’Iea «Il potenziale del fotovoltaico distribuito è grande, ma il suo sviluppo deve essere ben gestito per bilanciare i diversi interessi dei proprietari di impianti fotovoltaici, altri consumatori e le compagnie energetiche e della distribuzione». Infatti, la stessa è pronta a consigliare i governi su ciò che è necessario fare per sfruttare appieno questa tecnologia in rapida crescita, senza compromettere la sicurezza elettrica.

Dal altro punto di vista, l’Accelerated Case del rapporto, constata che «Il miglioramento dell’economia, il sostegno politico e una regolamentazione più efficace, potrebbero spingere la capacità installata globale di PV distribuito oltre i 600 GW entro il 2024, quasi il doppio della capacità totale di energia odierna del Giappone. Tuttavia, questa crescita accelerata rappresenta ancora solo il 6% del potenziale tecnico del fotovoltaico distribuito sulla base dell’area totale disponibile sui tetti».

Come nelle precedenti edizioni del rapporto, anche Renewables 2019 fornisce previsioni per tutte le fonti di energia rinnovabile. Tra il 2019 e il 2024 il riscaldamento rinnovabile dovrebbe aumentare del 20%, un settore energetico che vedrà in testa Cina, Unione Europea, India e Stati Uniti.

Visto che l’elettricità rinnovabile utilizzata per il riscaldamento aumenterà gradualmente fino ad arrivare oltre il 40%, riscaldamento ed energia diventano sempre più interconnessi. Ma nel complesso, il potenziale di riscaldamento rinnovabile rimane ampiamente sottoutilizzato.

Si prevede che nel 2024, nell’ambito della domanda totale di riscaldamento, la percentuale di energie rinnovabili rimarrà al di sotto del 12%, il che richiede obiettivi più ambiziosi e un sostegno politico più forte.

Attualmente I biocarburanti rappresentano circa il 90% delle energie rinnovabili utilizzate nei trasporti e questa percentuale è destinato ad aumentare del 25% nei prossimi cinque anni.

Una crescita è dominata dall’Asia, in particolare dalla Cina che ha i suoi drivers nella sicurezza energetica e nella lotta all’inquinamento atmosferico.

Nonostante la rapida espansione dei veicoli elettrici, nel 2024 l’elettricità rinnovabile rappresenterà solo un decimo del consumo di energia rinnovabile nei trasporti. E la percentuale di energie rinnovabili sulla domanda totale di carburante per i trasporti rimane ancora inferiore al 5%.

Presupponendo livelli di quote più elevati e un sostegno politico rafforzato, che apra nuovi mercati nel trasporto aereo e marittimo, l’Accelerated Case prevede un aumento delle energie rinnovabili nei trasporti di un ulteriore 20% entro il 2024.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

 

International Energy Agency: + 50% di Energia Rinnovabile installata nel mondo nel 2024

Prorogata la scadenza per l’accesso al primo bando “FER 1” prevista per il 30 ottobre a causa un errore nel regolamento operativo

Con riferimento ai livelli tariffari dell’Allegato 1 del DM 4 luglio 2019 e in particolare alla previsione dello stesso allegato (clicca qui), secondo cui “I valori della tabella 1.1 sono ridotti, a decorrere dal 1° Gennaio 2021, del 2% per le tipologie di impianti di cui al gruppo B e del 5% per le tipologie di impianti di cui al gruppo A”, il GSE, a seguito di un approfondimento con il MiSE, rende noto che, diversamente da quanto indicato nel Regolamento Operativo per l’accesso agli incentivi del DM 4 luglio 2019, pubblicato in data 27 settembre 2019, le suddette riduzioni della Tariffa di riferimento si applicano esclusivamente agli impianti che parteciperanno alle procedure di Registro e Asta bandite a partire dal 1° gennaio 2021.

Sulla base di quanto sopra – spiega il Gestore in una nota – al paragrafo 3.2.5 del Regolamento Operativo l’indicazione “Per gli impianti che entrano in esercizio a partire dal 1° gennaio 2021, le tariffe di Tabella 1.1 dell’Allegato 1 al DM2019 sono ridotte del 2% per gli impianti idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione e del 5% per gli impianti eolici e fotovoltaici del Gruppo A”  viene sostituita con la seguente: “Per gli impianti che partecipano alle procedure di Registro e Asta aperte successivamente al 1° gennaio 2021, le tariffe di riferimento sono rappresentate dai valori di cui alla Tabella 1.1 dell’Allegato 1 al DM2019 ridotti del 2% per gli impianti idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione e del 5% per gli impianti eolici e fotovoltaici del Gruppo A”.

In considerazione del predetto chiarimento, il periodo di presentazione delle richieste di iscrizione ai Registri o alle Aste del bando in corso sarà prolungato fino a lunedì 4 novembre 2019 alle ore 12:00. Il Portare FER-E resterà pertanto accessibile per la presentazione delle richieste di iscrizione fino a tale termine.

Gli operatori che avessero già inviato la richiesta di iscrizione ai Registri o alle Aste e intendessero modificare solo l’offerta di riduzione presentata possono comunicare al GSE la nuova offerta, in sostituzione della precedente, inviando improrogabilmente entro il succitato termine all’indirizzo PEC offerte.riduzione.dm2019.bando1@pec.gse.it il presente modulo di riduzione per impianto singolo iscritto a Registro, di riduzione per impianto singolo iscritto all’Asta o di riduzione per aggregato, opportunamente compilato e sottoscritto dal Soggetto Responsabile (o dall’Aggregatore nel caso di impianti in aggregato), nonché copia del documento d’identità del sottoscrittore.

La comunicazione dovrà essere trasmessa da uno degli indirizzi PEC indicati sul Portale in fase di presentazione della richiesta di iscrizione già inviata e dovrà indicare in oggetto per esteso il codice FER associato alla richiesta.

In caso di mancata comunicazione, di comunicazioni incomplete o non regolarmente sottoscritte o inviate avvalendosi di canali diversi, quali in via esemplificativa altri indirizzi di Posta Elettronica GSE (anche Certificata), email, raccomandata o posta ordinaria, saranno ritenute e considerate valide le offerte in origine trasmesse tramite il Portale FER-E.

In caso di più comunicazioni di riduzione regolarmente inviate all’indirizzo PEC preposto, sarà tenuta in considerazione esclusivamente l’ultima trasmessa nel rispetto del termine indicato.

Si precisa infine che, in tutti i casi, ai fini della formazione delle graduatorie sarà considerata la data di presentazione della richiesta originale inviata tramite il Portale FER-E.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

Prorogata la scadenza per l’accesso al primo bando “FER 1” prevista per il 30 ottobre a causa un errore nel regolamento operativo

Incentivi per la geotermia: ancora in fase di elaborazione il decreto FER 2

ll Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili Efficienza Energetica) chiede al Ministero per lo Sviluppo Economico che il decreto FER2 sia operativo entro l’inizio del 2020.

Secondo le ultime stime GSE, il costo degli incentivi geotermici per l’anno in corso ammonta a 100,4 milioni di euro.

Il Coordinamento FREE in un’intervista risponde che è «essenziale che all’inizio del prossimo anno diventino operative le misure di incentivazione di tecnologie innovative (bioenergie, geotermia, solare termodinamico) per le quali esistono in Italia importanti filiere industriali».

Per questo il Coordinamento – i cui soci sono costituiti dai rappresentanti di 27 associazioni e istituzioni di settore, oltre a soci che rappresentano circa 4.000 aziende che occupano 150.000 persone – si è rivolto direttamente al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ponendo l’accento sulla necessità di varare al più presto il decreto FER2 per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta dalle suddette fonti rinnovabili.

Come sottolineano infatti dal Coordinamento «mentre fra poco più di un anno diventerà operativo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (presentato dal primo Governo Conte a inizio 2019, e atteso nella sua formulazione definitiva entro fine anno) manca ancora il decreto FER2, uno dei tasselli fondamentali perché il sistema Italia sia pronto ad affrontare, realizzandoli, gli obiettivi del Piano».

Per quanto riguarda in particolare gli incentivi alla geotermia, è direttamente il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), nel suo ultimo aggiornamento relativo al contatore delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche, a indicare qual è la cifra attuale per gli investimenti: il costo indicativo per l’anno in corso stimato dal Gestore ammonta a 100,4 milioni di euro, suddivisi tra l’incentivo ex Certificati Verdi (88,5 milioni di euro), gli incentivi introdotti dal Dm 6/7/2012 (10,9 milioni di euro) e quelli relativi al DM 23/6/2016 (1 milione di euro).

La geotermia assorbe dunque il 2% circa degli incentivi che il GSE stima di erogare a sostegno delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche nel corso del 2019 (ovvero 4,866 miliardi di euro); i 100 milioni di euro dedicati alla geotermia sono molto minori in confronto ai sussidi erogati ogni anno in Italia a sostegno dei combustibili fossili, stimati dal Ministero dell’Ambiente in 16,8 miliardi di euro (una cifra dunque 168 volte superiore).

Come già abbiamo avuto modo di rappresentare anche negli articoli precedenti (clicca qui), il decreto FER1 sulle rinnovabili – pubblicato nella Gazzetta ufficiale 185, lo scorso 9 agosto – non contempla però il rinnovo degli incentivi alla geotermia, che è slittato all’interno del decreto FER2 ancora in fase di elaborazione.

Il confronto politico portato avanti sul tema dai Comuni geotermici con il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), ha portato negli ultimi mesi importanti rassicurazioni sul tema.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

Incentivi per la geotermia: ancora in fase di elaborazione il decreto FER 2

Fotovoltaico in crescita nel 2019: i dati dell’Iea

Secondo un’analisi effettuata dall’Agenzia internazionale dell’energia (IEA, International Energy Agency), nell’anno 2019 le fonti rinnovabili hanno ripreso a crescere dopo un lungo periodo di stasi con circa 200 GW di nuova potenza rispetto, appunto, agli anni passati.

Secondo la IEA, quest’anno ci sarà un +12% circa di capacità installata nelle rinnovabili su scala globale, in confronto al livello registrato nel 2018, grazie soprattutto ai contributi dei nuovi impianti eolici e solari.

Più in dettaglio, gli esperti della IEA ritengono che da gennaio a dicembre 2019 si saranno realizzati 114-115 GW di fotovoltaico in tutto il mondo (nel 2018: 97 GW) in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Per quanto concerne l’eolico a terra, scrive la IEA, alla fine del prossimo dicembre si raggiungeranno 53 GW di potenza aggiuntiva in un intero anno, +15% nel paragone con il 2018; la costruzione di parchi eolici offshore invece rimarrà sostanzialmente in linea con il 2018, intorno ai 5 GW.

Come già accennato più sopra, lo scorso anno, per la prima volta dal 2001, spiegano gli analisti, le rinnovabili non sono cresciute più del livello riscontrato nei dodici mesi precedenti, a causa soprattutto del cambio di politica in Cina per quanto riguarda il sostegno al fotovoltaico.

Tuttavia le rinnovabili, precisa la nota dell’agenzia, dovrebbero correre molto più velocemente per rispettare gli obiettivi definiti negli accordi di Parigi e inseriti nello scenario di “sviluppo sostenibile” della IEA (SDS, Sustainable Development Scenario): si parla, infatti, di +300 GW in media ogni anno dal 2018 al 2030.

Intanto il 2019, precisa la IEA, sarà il terzo anno consecutivo in cui il fotovoltaico rappresenterà oltre il 50% della nuova potenza installata nelle energie “verdi”.

Le stime sul solare, avverte poi l’agenzia, sono quelle più difficili perché dipendono in buona parte dall’evoluzione del mercato cinese nella nuova stagione delle aste competitive: la prima metà del 2019 ha visto un rallentamento delle installazioni, ma la seconda metà potrebbe vedere una nuova accelerazione dei progetti utility-scale di grandi dimensioni.

Tali dati appaiono sicuramente confortanti.

Non ci resta, dunque, che attendere la fine dell’anno per verificare effettivamente se le stime studiate dagli analisti dell’Agenzia Internazionale dell’Energia si saranno realizzate!

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

Fotovoltaico in crescita nel 2019: i dati dell’Iea

“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Uno dei provvedimenti chiave del programma del governo appena insediato, contenuto in un documento composto da 26 punti (clicca qui), è proprio dedicato alla maggiore protezione dell’ambiente e della biodiversità, che si vorrebbero finalmente elevare a principi fondamentali del nostro apparato costituzionale.
Nello specifico, i punti dedicati al tema ambiente, il c.d. Green New Deal, sono trattati ai numeri 7, 9 e 12 del suddetto programma di Governo, dedicati allo sviluppo sostenibile e allo stop delle nuove concessioni per le trivellazioni.
Al punto 7 si afferma che “il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.
Al punto 9 si prevede che “Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione”.
Infine, al punto 12 si legge: “una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere”.
Un primo passo verso questa direzione è stato già compiuto con l’approvazione del Decreto Fer 1 (clicca qui), atteso dal 2016 e arrivato con tre anni di ritardo, con cui si aperta una nuova stagione di incentivi per l’eolico, la prima in cui dovrà competere con il fotovoltaico nelle aste.
Ma non basta! Stando a quanto sostenuto in un’intervista dal Presidente di Anev, l’associazione italiana dell’energia dal vento, per far sì che questa tecnologia dia il contributo necessario al raggiungimento degli obiettivi nazionali sulle rinnovabili, ci sono vari ostacoli da rimuovere, tra cui certamente, il problema degli iter autorizzativi.
Inoltre, sul fronte degli altri provvedimenti che si chiedono al nuovo esecutivo, il Presidente di Anev spiega ancora che, sicuramente bisognerà definire un accompagnamento per le rinnovabili verso gli obiettivi 2030 e 2050, pensando al periodo post-incentivi e, stabilire altre politiche di supporto, ad esempio fiscali e legate allo sviluppo dei PPA; nel contempo, serve individuare un percorso di semplificazione amministrativa che permetta di ammodernare le installazioni esistenti. A questo proposito si attende da diversi anni un decreto che dia la definizione delle “modifiche non sostanziali” agli impianti.
Al momento possiamo solamente affermare che, le basi e la volontà per intraprendere fino in fondo questo percorso ci sono, auspicando, dunque, che il progetto venga realizzato in tutti i suoi punti e che non rimanga soltanto lettera morta!

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Decreto FIR: prime difficoltà per la compilazione delle domande sul sito della Consap

Come già ampiamente esposto anche nei contributi precedenti (clicca qui), a far data dal 22 agosto u.s. ed entro il prossimo 18 febbraio 2020, salvo proroghe, i risparmiatori “traditi” dal crack delle banche venete e non solo, possono inoltrare, in via telematica, le domande di indennizzo direttamente sul sito della Consap.
Tuttavia, a pochi giorni dall’attivazione della piattaforma, già si sono riscontrate le prime difficoltà nella compilazione del form e nel caricamento dei documenti che, per i più, non sono di agevole intuizione.
La prima di queste, di rilevante importanza, riguarda la procura speciale che l’avente diritto deve rilasciare all’ente, all’associazione o al professionista da cui intende farsi rappresentare. Il suddetto decreto, espressamente, prescrive che la procura debba essere autenticata. La Consap ha dato indicazioni di recarsi all’ufficio anagrafe del Comune ove si risiede per ottenerne l’autenticazione. Di fatto, però, i risparmiatori si sono sentiti rispondere dagli impiegati comunali, di non avere il potere di autenticare la procura in quanto non di loro competenza. La conseguenza è che, gli interessati, devono a questo punto rivolgersi ad un Notaio, con aggravio di costi.
La seconda problematica emersa, riguarda le informazioni sul tipo di strumento finanziario in possesso; ad esempio, tra le altre, viene chiesto di indicare la “quantità residua”, il “valore nominale residuo” ovvero la “percentuale di possesso”. Si tratta di dati non chiara interpretazione.
La terza difficoltà che si è incontrata nella procedura in questione, attiene alla allegazione di un’attestazione che deve essere compilata dalla Banca attualmente depositaria dei titoli che, invece, dal canto suo, spesso risponde di non essere in grado di reperire i dati richiesti.
Quarta problematica collegata alla precedente, è che purtroppo, in assenza della consegna da parte della Banca del suddetto modulo, i risparmiatori si trovano nella situazione di non poter reperire i necessari documenti da allegare alla domanda, soprattutto con riguardo all’acquisto dei titoli più datati.
La risoluzione di tali interrogativi da parte di Consap è una condizione necessaria e imprescindibile per la compilazione della domanda, perché nel caso in cui la stessa venga respinta, per aver commesso un errore nell’inserimento dei dati, comporta l’impossibilità di ripresentarla per scadenza dei termini e soprattutto l’impossibilità di proporre ricorso avverso il rigetto!
Ultima, ma non meno importante difficoltà, concerne i blocchi continui della piattaforma registrati nei giorni scorsi che, quindi, non consentono di accedere regolarmente per compilare l’istanza.
In questo periodo, Consap ha attivato il call center che è stato letteralmente preso d’assalto da tutti coloro che si stanno accingendo alla compilazione della domanda on-line, per ovviare alle problematiche di cui sopra e da cui, purtroppo, non è possibile ricevere risposte sempre corrette e risolutive.
A questo proposito, una delegazione di avvocati si è recata a Roma, presso la sede di Consap, proprio per far presente tutte le varie criticità sorte e sopra evidenziate.
Per la questione della procura speciale, si è chiesto espressamente che la stessa possa essere autenticata anche da avvocati; con riguardo alle informazioni per così dire “difficili” e non facilmente reperibili, si è proposto di semplificare la procedura di compilazione della domanda di indennizzo, soprattutto riguardo all’inserimento dei dati bancari, apportando le opportune modifiche.
Al momento, l’unica informazione certa è quella che per giovedì 12 settembre p.v., a Vicenza, è stata indetta una conferenza stampa per sollevare a Consap, tutte le problematiche che sono emerse nella compilazione della domanda, durante questo primo periodo di funzionamento della piattaforma.
Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

Decreto FIR: prime difficoltà per la compilazione delle domande sul sito della Consap

Approvato il Decreto FIR che consente a migliaia di risparmiatori coinvolti in crack bancari di ottenere indennizzi

A far data dal 22 agosto 2019, gli interessati avranno 180 giorni di tempo per presentare la domanda di indennizzo, soltanto in modalità telematica, i cui moduli sono reperibili sul sito della Consap.
In una nota pubblicata dal Mef, vengono indicati tutti i soggetti che possono beneficiare di tali indennizzi e coloro i quali ne sono esclusi.
Gli aventi diritto, titolari di azioni della Banca, avranno un ristoro pari al 30% del valore d’acquisto fino ad un massimo di 100mila euro, mentre agli obbligazionisti spetterà un rimborso del 95% fino al medesimo tetto.
Coloro che sono in possesso di taluni requisiti, quali:
a) patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018, al netto degli strumenti finanziari oggetti di indennizzo e dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita;
b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita,
hanno diritto all’erogazione di un indennizzo forfettario.
Il Fondo ha una dotazione iniziale di oltre 1,5 miliardi di euro: 525 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.
Come accennato poc’anzi, per quanto riguarda le modalità di accesso per poter beneficiare di tali importi, gli interessati potranno presentare la domanda di indennizzo, completa di documentazione attestante i requisiti previsti sul sito della Consap, entro il termine di centottanta giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto (22 agosto 2019) (clicca qui).
Nell’istanza devono essere specificate, tra le altre cose, i dati personali dell’avente diritto, i dati relativi agli strumenti finanziari oggetto della richiesta, la banca che ha emesso tali strumenti, i dati necessari per il pagamento tramite bonifico bancario o postale. Fra gli allegati, possono essere presentati anche i documenti utili ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato il danno ingiusto.
Per la valutazione delle domande, è stata istituita una Commissione tecnica di nove componenti con requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità, competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del Fir. Fra i suoi compiti, vi è quello di esaminare le istanze presentate e la documentazione acquisita; di disporre l’acquisizione di informazioni e documenti necessari per l’assolvimento delle proprie funzioni; di verificare la sussistenza dei requisiti dei richiedenti nonché delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato un pregiudizio ingiusto, anche acquisendo d’ufficio la necessaria documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale. La Commissione stabilisce inoltre i criteri generali e le linee guida per la tipizzazione delle diverse tipologie di violazioni massive in presenza delle quali sussistono il danno subito dal risparmiatore e il nesso causale tra le violazioni e il danno stesso. Allo stesso tempo, è compito della Commissione determinare la misura dell’indennizzo e i criteri per la redazione dei piani di riparto, anche parziali.
Infine, una volta determinata la misura dell’indennizzo a favore degli aventi diritto, la Commissione stabilisce i criteri per la redazione dei piani di riparto degli indennizzi stessi, disponendo il pagamento, con la massima celerità, sulla base delle risorse disponibili, nel rispetto dei limiti di spesa, della dotazione del Fondo e fino al suo esaurimento.
Nell’erogazione degli indennizzi viene data precedenza ai pagamenti degli indennizzi diretti, nel cui ambito hanno precedenza quelli di importo non superiore a 50.000 euro.
Le somme che non vengono impegnate al termine di ciascun esercizio sono conservate per essere utilizzate in quelli successivi.
I pagamenti degli indennizzi avvengono mediante bonifico al conto corrente bancario o postale intestato agli aventi diritto.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Di Raimondo

Approvato il Decreto FIR che consente a migliaia di risparmiatori coinvolti in crack bancari di ottenere indennizzi

Decreto FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: al via agli incentivi!

Nonostante la crisi politica che sta vedendo protagonista il nostro Paese nell’ultimo periodo, l’iter di approvazione del Decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 luglio 2019 recante “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici on shore, solari fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione” (FER1), non si è bloccato, anzi! Il Decreto in questione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019 prevedendo, appunto, alcuni incentivi per il fotovoltaico e per tutti gli altri sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili ad esclusione da quelli derivanti da geotermia, per la quale si attende la pubblicazione del Decreto FER 2.
A darne la notizia è stato il Ministero dello Sviluppo Economico ricordando che, l’obiettivo principale è quello di raggiungere i target europei stabiliti per il 2030 nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e, magari, di riuscire anche a creare nuovi posti di lavoro puntando nella direzione di una transizione energetica che passa da politiche di decarbonizzazione, promuovendo principi di sostenibilità (ambientale ed economica) e di autoconsumo.
Lo step successivo è stato la pubblicazione del Regolamento Operativo sul sito del GSE che consente l’iscrizione al Registro e alle Aste. Il primo bando di gara sarà pubblicato il 30 settembre 2019, mentre l’ultimo, è stato fissato per il mese di settembre 2021, salvo che il costo annuale indicativo degli incentivi di 5,8 miliardi di euro all’anno sia raggiunto prima.
Per poter usufruire di tali incentivi, occorre che le richieste di iscrizione ai Registri o alle Aste vengano presentate tramite il Portale FER-E, Area Clienti sul sito internet del GSE che, entro 90 giorni dalla chiusura di ogni bando provvederà a pubblicare le graduatorie per i rispettivi contingenti.
La priorità sugli incentivi verrà data ai progetti legati a discariche chiuse e a luoghi di interesse nazionale per i quali è previsto un lavoro di bonifica. Inoltre, saranno concessi aiuti per scuole, ospedali e altri edifici pubblici per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici (a patto che sia stato eliminato l’amianto o eventuali coperture in eternit) e per la creazione di infrastrutture destinate ad alimentare le colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
L’attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.
Gli incentivi di cui al presente Decreto non sono cumulabili con quelli precedenti ottenuti per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal D.M. 23 giugno 2016. Quindi gli impianti che hanno già beneficiato degli incentivi erogati nel 2016, sono esclusi dall’accesso ai benefici previsti dal D.M. 4 luglio 2019.
Da ultimo, di seguito sono indicate le date e le relative scadenze dei 7 bandi previsti per la partecipazione ai registri e alle aste:

Procedura   Data di apertura del bando       Data di chiusura del bando
1                        30 settembre 2019                         30 ottobre 2019
2                       31 gennaio 2020                                1 marzo 2020
3                       31 maggio 2020                               30 giugno 2020
4                       30 settembre 2020                         30 ottobre 2020
5                       31 gennaio 2021                                 2 marzo 2021
6                       31 maggio 2021                                30 giugno 2021
7                       30 settembre 2021                          30 ottobre 2021

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Di Raimondo

Decreto FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: al via agli incentivi!

Il Decreto FER1: previsti 5,4 miliardi di euro a sostegno delle rinnovabili fino al 2021

Via libera al Decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, il cosiddetto FER1: la Commissione europea ha approvato il piano di aiuti finanziari da 5,4 miliardi di euro stanziato dall’Italia.

In sostanza, la Commissione europea ha valutato come non anticoncorrenziali gli aiuti statali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili come risorse energetiche.

Il Decreto FER 1 prevede una dotazione stimata di 5,4 miliardi di euro fino al 2021 ed è destinato a sostenere la produzione di fonti quali eolico terrestre, solare fotovoltaico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione.

I sussidi verranno erogati sotto forma di “premi” in aggiunta al prezzo medio di mercato, che  non potrà essere superiore alla differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo suo di vendita.

Nel caso in cui il prezzo di mercato dovesse superare, nel tempo, il costo medio di produzione da rinnovabili, il sistema varato dall’Italia e autorizzato dalla Commissione europea antitrust prevede un meccanismo di recupero per cui gli impianti selezionati non sarebbero più beneficiari degli incentivi e dovrebbero restituire allo Stato le entrate supplementari.

Gli incentivi in essere verranno fissati tramite gare competitive, le cosiddette aste al ribasso, aperte a tutti i tipi d’impianti e tecnologie rinnovabili nel caso di gradi progetti da oltre 1 MW, mentre per gl’impianti più piccoli, gli incentivi  verranno scelti grazie alla combinazione di criteri ambientali ed economici, così come previsto dai registri inseriti nel Decreto FER1.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Il Decreto FER1: previsti 5,4 miliardi di euro a sostegno delle rinnovabili fino al 2021

Risparmiatori traditi Banche Venete: il Decreto crescita è stato approvato dalla camera

Dopo il via libera delle Commissioni Bilancio e Finanza della Camera, di cui abbiamo parlato nei nostri precedenti contributi (clicca qui), il Decreto “Crescita” ha ottenuto anche l’approvazione della Camera.

Ora il provvedimento passa al Senato per il via libera finale e dovrebbe essere convertito in legge entro il 29 giugno.

I risparmiatori veneti, che avevano acquistato azioni od obbligazioni subordinate, potranno così vedersi restituito il previsto indennizzo, entro il limite massimo di 100 mila euro ciascuno.

Dal primo luglio verrà attivata la piattaforma informatica nel portale della Consap.

Le domande per l’accesso al F.I.R. (Fondo Indennizzo Risparmiatori) potranno essere presentate dal 26 luglio, corredate da attestante i requisiti previsti, entro il termine di 180 (centottanta) giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto, ad una Commissione Tecnica indipendente costituita presso il Ministero dell’Economia, che valuterà le domande.

Potranno presentare la domanda anche coloro che hanno già ottenuto un ristoro parziale, come gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che hanno aderito all’offerta transattiva di due anni fa e potranno ricevere un ulteriore 15%.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento, provvedendo, altresì, ad avvertire i suoi clienti su ogni rilevante modifica delle loro posizioni.

Avv. Romina Zanvettor

Risparmiatori traditi Banche Venete: il Decreto crescita è stato approvato dalla camera