Archivio mensile maggio 2019

Fondo indennizzo risparmiatori: gli indennizzi sono senza tassazione.

Come pubblicato con la news del 14 maggio scorso (clicca qui per leggere l’intero contributo), il Governo ha firmato il primo dei Due decreti necessari a rendere operativo il Fondo Indennizzo Risparmiatori (F.I.R.).

Di cosa si tratta.

Questo strumento è stato creato per soddisfare, anche se solo parzialmente, i risparmiatori titolari di strumenti finanziari emessi dalle banche (o dalle loro controllate), poi sottoposte a liquidazione coatta amministrativa tra il 17 novembre 2015 e il 31 dicembre 2017.

Gli istituti di credito coinvolti sono, oltre a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, CR di Ferrara e CR della Provincia di Chieti S.p.a..

Come opera.

Nel preambolo che apre il nuovo testo legislativo, si legge chiaramente come vi sia l’esigenza di escludere sovrapposizioni tra il F.I.R. ed eventuali ulteriori forme di ristoro/indennizzo/risarcimento in precedenza percepite, a qualunque titolo, dall’azionista/obbligazionista. Necessità, questa, che viene esplicitata all’interno dell’articolo 5, dove si impone la detrazione degli importi già ricevuti.

Tassazione.

Ciò che appare certo è che le somme che verranno erogate dal F.I.R. non saranno in alcun modo tassabili. Tesi confermata anche dall’Agenzia delle Entrate, nelle pronunce attinenti al Fondo di Solidarietà e alle transazioni concluse dalle due banche Venete con una parte dei loro risparmiatori.

L’impossibilità di applicare un qualunque regime impositivo deriva dalla circostanza per cui l’indennizzo viene calcolato sulla base del costo di acquisto del singolo strumento finanziario, così da farlo inquadrare come un risarcimento del danno, essendo finalizzato a reintegrare (sebbene solo forfettariamente) la perdita economica subita dall’investitore a causa delle condotte illecite tenute dall’istituto di credito.

Chi sono gli esclusi.

Non avranno accesso al F.I.R. le controparti qualificate, ovvero i clienti professionali e coloro che hanno avuto (a partire dal 1 gennaio 2007) incarichi di vertice in una delle banche interessate dal provvedimento. Parimenti, sono esclusi anche i loro parenti e affini di primo e secondo grado.

I risparmiatori sotto-soglia.

Per questi soggetti, considerati automaticamente truffati, non vi è l’obbligo, al momento del deposito dell’istanza di indennizzo, di allegare l’eventuale documentazione necessaria per accertare le “violazioni massive” causative del danno.

Lo Studio Legale RZLEX continuerà ad aggiornare i propri clienti in merito ai prossimi sviluppi.

Avv. Romina Zanvettor

 

Fondo indennizzo risparmiatori: gli indennizzi sono senza tassazione.

Addio al fallimento. Ora c’e’ la crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Arriva in Italia il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, che entrerà completamente a regime soltanto nell’agosto del 2020, anche se alcune disposizioni (di cui si parlerà meglio in seguito) sono operative già dallo scorso marzo.

Si abbandona, dunque, la vecchia disciplina del fallimento, fino ad ora contenuta in un Regio Decreto del 1942, come successivamente modificato.

Lo Studio Legale RZLEX si propone di analizzare gli aspetti maggiormente innovativi e/o significativi della nuova normativa in una serie di contributi che appariranno nel sito internet alla sezione approfondimenti (clicca qui).

Con questa prima pubblicazione si vogliono far emergere gli obiettivi che hanno ispirato il neonato “Codice” e che si ritrovano in tutto il testo di legge.

Sistema unico di norme.

D’ora in avanti, l’integrale disciplina della crisi e dell’insolvenza dell’impresa sarà raccolta in un’unica Legge, raggiungendo così lo scopo di dare organicità e concentrazione.

L’idea cardine è, infatti, quella di predisporre un sistema normativo comune per tutti i soggetti insolventi salve specifiche previsioni per determinate tipologie quali, per esempio, le holding.

Addio alle parole “fallito” e “fallimento”.

Si vuole, poi, superare l’antico dogma secondo cui l’imprenditore insolvente è, quasi sempre, considerato anche un soggetto che opera in frode alla legge. Per farlo viene disposta la cancellazione dei termini “fallimento” e “fallito”, per loro stessi implicanti una connotazione negativa, soprattutto quando riferiti alla persona fisica che rappresenta l’azienda.

La crisi come momento fisiologico della vita dell’impresa.

Cercando anche di avere una visione più allineata ai paesi anglo-americani, la crisi viene considerata un momento fisiologico.

Nella nuova ottica che anima l’intera riforma il Legislatore vuole far emergere un’idea che, nel nostro territorio, è considerata un’assoluta novità: è normale che una società, durate il corso della sua esistenza, sperimenti dei periodi di difficoltà e questi non derivano, necessariamente, da colpe dell’imprenditore. Un’impresa può vivere dei periodi negativi per le più svariate ragioni, che nulla hanno a che vedere con la sua gestione, e allora sarà necessario pensare a degli aiuti finalizzati a risanarla e a riportarla in attivo.

Alla base di tutto c’è la considerazione per cui un’impresa salubre fa bene allo stato perché genera reddito e occupazione; una decotta, al contrario, è un male per la società.

Nel prossimo appronfondimento…

La riforma introduce un nuovo istituto, che analizzeremo nel dettaglio nella prossima pubblicazione, e che intitoleremo “le procedure di allerta e di composizione della crisi”.

Lo scopo (come suggerisce il nome) è quello di intercettare in un momento estremamente precoce i segnali di difficoltà allertando, appunto, gli organi competenti al fine di apportare, con tempi e modalità presi in accordo con l’impresa, i necessari aggiustamenti necessari al risanamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Elena Andreetta

Addio al fallimento. Ora c’e’ la crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Risparmiatori Traditi: c’e’ il primo Decreto per l’indennizzo.

Finalmente, tre mesi dopo la data prevista dalla Legge Finanziaria, il Governo ha firmato il primo Decreto attuativo, necessario a rendere operativo il Fondo di Indennizzo (F.I.R.) per i risparmiatori traditi e coinvolti nei crack degli Istituti di Credito, tra cui anche Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

Di seguito troverete il testo integrale del provvedimento.(clicca qui)

Scopo principale dell’intervento è di regolare il doppio binario procedimentale per ottenere il ristoro dallo Stato. Nel dettaglio, sono stati distinti gli azionisti/obbligazionisti tra i cd. “sotto-soglia” e i c.d. “sopra-soglia” in base al reddito dichiarato nel 2018. Lo spartiacque è stato individuato nel reddito IRPEF fino a € 35.000,00, oppure nel patrimonio mobiliare inferiore a € 100.000,00.

Ma andiamo ora ad analizzare i passaggi sostanziali del provvedimento in esame.

In primo luogo, è stato confermato che i soggetti autorizzati/risparmiatori, che possono presentare la richiesta di indennizzo, sono: persone fisiche, imprenditori individuali, commercianti, artigiani, società di persone con non più di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di fatturato e associazioni a promozione sociale.

Le “violazioni massive”, che danno diritto ad ottenere il rimborso diretto, si identificano ancora nel mancato rispetto di “obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza”.

Il Governo, poi, ha previsto l’ammissione all’indennizzo anche per c.d. operazioni baciate, prassi con cui i titoli sono stati acquistati con denaro finanziato dall’Istituto di Credito.

Per i risparmiatori cd. “sotto-soglia” è previsto un regime agevolato per l’accesso all’indennizzo, poiché per costoro la violazione massiva è considerata “automatica”, sul presupposto che la vendita delle azioni non era adeguata ai reali profili di rischio degli investitori.

La parametrazione dei rimborsi avverrà secondo le modalità già dettate nella Legge di Bilancio e cioè considerando il costo di acquisto, con un ristoro del 30 % per le azioni e del 95% per le obbligazioni subordinate, in ogni caso, fino a un tetto massimo di € 100.000,00.

Oltre ai risparmiatori e ai loro eredi (muniti di idonea documentazione accertativa della loro qualità) potranno accedere al F.I.R. anche i familiari, i conviventi o i parenti entro il secondo grado, a cui i titoli siano stati regolarmente ceduti (anche in questo caso, presentando la relativa documentazione).

Nonostante il passo avanti, però, è necessario attendere ancora.

Le modalità di presentazione delle richieste, infatti, saranno disciplinate nel secondo Decreto, che nominerà anche la Commissione di nove membri chiamata a vagliare le istanze.

A ciò si aggiunga che la Consap avrà 20 giorni di tempo, dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento in esame, per aprire il portale telematico, attraverso cui inoltrare le domande e da quel momento dovranno decorrere ulteriori 45 giorni prima di poter procedere con i relativi depositi.

Lo Studio Legale RZLEX provvederà tempestivamente a pubblicare, sul proprio sito, ogni ulteriore aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Elena Andreetta

Risparmiatori Traditi: c’e’ il primo Decreto per l’indennizzo.