Archivio mensile giugno 2019

Il Decreto FER1: previsti 5,4 miliardi di euro a sostegno delle rinnovabili fino al 2021

Via libera al Decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, il cosiddetto FER1: la Commissione europea ha approvato il piano di aiuti finanziari da 5,4 miliardi di euro stanziato dall’Italia.

In sostanza, la Commissione europea ha valutato come non anticoncorrenziali gli aiuti statali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili come risorse energetiche.

Il Decreto FER 1 prevede una dotazione stimata di 5,4 miliardi di euro fino al 2021 ed è destinato a sostenere la produzione di fonti quali eolico terrestre, solare fotovoltaico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione.

I sussidi verranno erogati sotto forma di “premi” in aggiunta al prezzo medio di mercato, che  non potrà essere superiore alla differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo suo di vendita.

Nel caso in cui il prezzo di mercato dovesse superare, nel tempo, il costo medio di produzione da rinnovabili, il sistema varato dall’Italia e autorizzato dalla Commissione europea antitrust prevede un meccanismo di recupero per cui gli impianti selezionati non sarebbero più beneficiari degli incentivi e dovrebbero restituire allo Stato le entrate supplementari.

Gli incentivi in essere verranno fissati tramite gare competitive, le cosiddette aste al ribasso, aperte a tutti i tipi d’impianti e tecnologie rinnovabili nel caso di gradi progetti da oltre 1 MW, mentre per gl’impianti più piccoli, gli incentivi  verranno scelti grazie alla combinazione di criteri ambientali ed economici, così come previsto dai registri inseriti nel Decreto FER1.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Il Decreto FER1: previsti 5,4 miliardi di euro a sostegno delle rinnovabili fino al 2021

Risparmiatori traditi Banche Venete: il Decreto crescita è stato approvato dalla camera

Dopo il via libera delle Commissioni Bilancio e Finanza della Camera, di cui abbiamo parlato nei nostri precedenti contributi (clicca qui), il Decreto “Crescita” ha ottenuto anche l’approvazione della Camera.

Ora il provvedimento passa al Senato per il via libera finale e dovrebbe essere convertito in legge entro il 29 giugno.

I risparmiatori veneti, che avevano acquistato azioni od obbligazioni subordinate, potranno così vedersi restituito il previsto indennizzo, entro il limite massimo di 100 mila euro ciascuno.

Dal primo luglio verrà attivata la piattaforma informatica nel portale della Consap.

Le domande per l’accesso al F.I.R. (Fondo Indennizzo Risparmiatori) potranno essere presentate dal 26 luglio, corredate da attestante i requisiti previsti, entro il termine di 180 (centottanta) giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto, ad una Commissione Tecnica indipendente costituita presso il Ministero dell’Economia, che valuterà le domande.

Potranno presentare la domanda anche coloro che hanno già ottenuto un ristoro parziale, come gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che hanno aderito all’offerta transattiva di due anni fa e potranno ricevere un ulteriore 15%.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento, provvedendo, altresì, ad avvertire i suoi clienti su ogni rilevante modifica delle loro posizioni.

Avv. Romina Zanvettor

Risparmiatori traditi Banche Venete: il Decreto crescita è stato approvato dalla camera

Fondo Indennizzo Risparmiatori: gli emendamenti ricevono il primo ok.

Come già anticipato nel nostro ultimo contributo (clicca qui), è stato dato il “via libera” ai primi emendamenti del decreto attuativo del Fondo Indennizzo Risparmiatori (in seguito anche FIR), che verranno attuati dal D.L. “Crescita”.

Le Commissioni Bilancio e Finanza della Camera hanno, infatti, approvato due modifiche che, se confermate anche in aula, andranno certamente a vantaggio dei risparmiatori traditi, oggi in attesa di ricevere indennizzo dallo Stato.

L’istituzione di una corsia preferenziale.

Le Commissioni hanno dato il loro benestare all’istituzione di una corsia preferenziale per l’erogazione dei rimborsi sotto i 50.000,00 euro, che dovrebbero essere accreditati in tempi più brevi rispetto agli altri.

Maggiori possibilità di accesso diretto al rimborso forfettario.

Con le novità prospettate, si ampliano le possibilità di accesso al rimborso forfettario previsto per coloro che non superano determinate soglie di reddito.

Sono rimasti invariati i limiti di € 35.000,00 e di € 100.000,00 da riferire, rispettivamente, al reddito IRPEF e al patrimonio mobiliare, ma dal calcolo devono essere escluse le rendite da fondi di previdenza complementare (nel primo caso) e le polizze vita (nel secondo caso).

Come detto sopra, le modifiche sono ancora provvisorie perché il D.L. “Crescita” deve essere approvato anche in Aula e, poi, sarà necessaria la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ciononostante, il positivo passaggio alle Commissioni competenti della Camera fa ben sperare per una definitività delle nuove disposizioni.

Al momento, inoltre, manca anche all’appello il secondo decreto attuativo del FIR, che regolerà, tra le atre, la costituzione della Commissione per la valutazione delle istanze.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento, provvedendo, altresì, ad avvertire i suoi clienti su ogni rilevante modifica delle loro posizioni.

Avv. Romina Zanvettor

Fondo Indennizzo Risparmiatori: gli emendamenti ricevono il primo ok.

Risparmiatori traditi: pubblicato in gazzetta ufficiale il testo del primo decreto attuativo.

A un mese dall’annuncio del ministro Tria e a quasi quattro e mezzo dalla data originariamente prevista dalla Legge di Stabilità, è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo decreto attuativo relativo al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR). (clicca qui)

Sono rimaste invariate le percentuali di rimborso e il tetto massimo dei 100.000 euro per ciascun risparmiatore (che avevamo già illustrato nel dettaglio nel nostro precedente contributo (clicca qui); sono variati, però, i limiti di reddito per poter rientrare nella categoria dei cosiddetti “privilegiati” che avranno diritto al rimborso “automatico”.

Nelle versioni precedenti la soglia dei 35.000,00 € si riferiva all’ISEE, ora, invece si deve fare riferimento all’imponibile IRPEF (che si trova nella dichiarazione dei redditi), con il conseguente aumento del numero dei soggetti che godranno del beneficio.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (in seguito, anche MEF) ha declinato, poi, le modalità di presentazione delle istanze di ristoro, indicando tutta la documentazione necessaria per poter ottenere una risposta positiva dalla Commissione incaricata.

Oltre ai tutti i documenti indentificativi del soggetto richiedente, è necessario produrre le prove dell’acquisto degli strumenti finanziari e il relativo prezzo pagato. A tal fine, la norma prevede che gli istituti di credito forniscano, senza alcun onere per il risparmiatore, tutto il materiale entro il termine di 30 giorni.

Le principali “violazioni massive”, ossia di quei comportamenti che danno diritto a ottenere il risarcimento, da accertare attraverso il deposito di “documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale” sono state così individuate:

  1. la vendita o il collocamento di azioni od obbligazioni subordinate da parte dello stesso istituto emittente, senza informare adeguatamente l’acquirente sulla natura dell’operazione;
  2. il procedere alla realizzazione di quanto sopra, erogando contestualmente linee di credito anche a soggetti diversi dal risparmiatore, ma a lui collegati. In questo caso non assume rilevanza la circostanza per cui il controvalore degli strumenti risulti anche significativamente inferiore rispetto all’entità dei finanziamenti;
  3. la carente informazione o profilatura della clientela (cd. Mi-Fid);
  4. la variazione in aumento del profilo di rischio assegnato al privato contestualmente, o in prossimità, dell’operazione di vendita o di collocamento;
  5. il disinvestimento di strumenti di capitale non emessi dall’intermediario, ma già presenti sul conto titoli, in tempi di poco anteriori all’acquisto di azioni od obbligazioni emesse dalla Banca;
  6. la produzione, pubblicazione e/o divulgazione di dati fuorvianti per l’investitore in relazione alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dell’Istituto di Credito.

Sicuramente, questo è un primo passo verso il ristoro dei danni subiti dai risparmiatori traditi dalle banche, ma, purtroppo, bisogna attendere ancora. Manca, infatti, all’appello il secondo decreto attuativo, quello di nomina della Commissione tecnica, e la Consap (ovvero l’ente gestore per l’inoltro delle domande) deve predisporre la piattaforma informatica che fornirà agli utenti tutte le informazioni sugli adempimenti da svolgere. Le attività, stando alla lettera del decreto, si dovrebbero completare nell’arco dei prossimi 20 giorni.

Ora, sarà necessario prestare particolare attenzione a quanto avverrà in Parlamento perché, al momento, sono al vaglio delle forze politiche alcuni possibili correttivi da introdurre con il Decreto Crescita. In particolare, con uno di questi si vorrebbe concedere una corsia preferenziale a coloro che hanno diritto a un ristoro inferiore a 50mila euro.

Lo Studio Legale provvederà a pubblicare tempestivamente ogni aggiornamento e a tenere informati i propri clienti.

Avv. Romina Zanvettor

Risparmiatori traditi: pubblicato in gazzetta ufficiale il testo del primo decreto attuativo.

Tremonti Ambiente e Conto Energia: il TAR cambia rotta e ammette il cumulo.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, cambiando completamente il proprio precedente orientamento tenuto da sempre, ha sancito la possibilità di cumulare i benefici della Tremonti Ambiente con le tariffe incentivanti del III, IV, e V Conto Energia, così tutelando la prevalenza del “legittimo affidamento”, posto alla base dell’iniziativa imprenditoriale dedicata alla produzione di energia da fonti fotovoltaiche.

Quella dei giorni scorsi è una svolta tanto auspicata quanto dovuta, arrivata con due sentenze di portata dirompente (che qui troverete in versione integrale: numero 6784 e 6785).

Nella sostanza è stato dichiarato illegittimo il provvedimento del GSE che ha imposto ai Soggetti Responsabili un termine per comunicare, all’Agenzia delle Entrate, la scelta di mantenere l’incentivo percepito ovvero i benefici della Tremonti Ambiente.

Più nel dettaglio, la Legge n. 388 del 2000 prevedeva di poter escludere gli investimenti ambientali dalla formazione del reddito imponibile, il tutto ai fini delle imposte sui redditi. Tale disposizione era stata, poi, abrogata a far data dal 26 giugno 2012.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), a seguito di ciò, ammetteva la cumulabilità della detassazione ambientale con i benefici del solo II Conto Energia a condizione che questi non superassero la soglia del 20% dell’intero costo dell’investimento. Ne conseguiva, pertanto, l’esclusione della cumulabilità per il Terzo, Quarto e Quinto Conto Energia.

Una soluzione di tal fatta derivava da un’interpretazione strettamente formalistica dei decreti istitutivi dei Conti Energia, che non contemplavano la detassazione per gli investimenti ambientali tra quelli cumulabili.

Il Giudice Amministrativo, con le nuove pronunce, ha accolto le censure dei ricorrenti e hanno fondato la loro decisione affermando “l’esigenza di garantire il rispetto dei principi di sicurezza giuridica e di certezza del diritto, posti a fondamento della tutela del legittimo affidamento dei titolari delle iniziative imprenditoriali” per poter “convalidare l’impostazione opposta a quella propugnata dal Ministero, risultando lecito escludere il “tenore derogatorio” di una previsione, quale quella in esame, diretta a salvaguardare tali pregresse iniziative”.

Pertanto, da oggi, i soggetti interessati non saranno più costretti a rinunciare al beneficio fiscale già goduto, mantenendo contemporaneamente le tariffe incentivanti in corso di erogazione.

Avv. Romina Zanvettor

Tremonti Ambiente e Conto Energia: il TAR cambia rotta e ammette il cumulo.