Archivio mensile settembre 2019

“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Uno dei provvedimenti chiave del programma del governo appena insediato, contenuto in un documento composto da 26 punti (clicca qui), è proprio dedicato alla maggiore protezione dell’ambiente e della biodiversità, che si vorrebbero finalmente elevare a principi fondamentali del nostro apparato costituzionale.
Nello specifico, i punti dedicati al tema ambiente, il c.d. Green New Deal, sono trattati ai numeri 7, 9 e 12 del suddetto programma di Governo, dedicati allo sviluppo sostenibile e allo stop delle nuove concessioni per le trivellazioni.
Al punto 7 si afferma che “il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.
Al punto 9 si prevede che “Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione”.
Infine, al punto 12 si legge: “una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere”.
Un primo passo verso questa direzione è stato già compiuto con l’approvazione del Decreto Fer 1 (clicca qui), atteso dal 2016 e arrivato con tre anni di ritardo, con cui si aperta una nuova stagione di incentivi per l’eolico, la prima in cui dovrà competere con il fotovoltaico nelle aste.
Ma non basta! Stando a quanto sostenuto in un’intervista dal Presidente di Anev, l’associazione italiana dell’energia dal vento, per far sì che questa tecnologia dia il contributo necessario al raggiungimento degli obiettivi nazionali sulle rinnovabili, ci sono vari ostacoli da rimuovere, tra cui certamente, il problema degli iter autorizzativi.
Inoltre, sul fronte degli altri provvedimenti che si chiedono al nuovo esecutivo, il Presidente di Anev spiega ancora che, sicuramente bisognerà definire un accompagnamento per le rinnovabili verso gli obiettivi 2030 e 2050, pensando al periodo post-incentivi e, stabilire altre politiche di supporto, ad esempio fiscali e legate allo sviluppo dei PPA; nel contempo, serve individuare un percorso di semplificazione amministrativa che permetta di ammodernare le installazioni esistenti. A questo proposito si attende da diversi anni un decreto che dia la definizione delle “modifiche non sostanziali” agli impianti.
Al momento possiamo solamente affermare che, le basi e la volontà per intraprendere fino in fondo questo percorso ci sono, auspicando, dunque, che il progetto venga realizzato in tutti i suoi punti e che non rimanga soltanto lettera morta!

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Ronima Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Decreto FIR: prime difficoltà per la compilazione delle domande sul sito della Consap

Come già ampiamente esposto anche nei contributi precedenti (clicca qui), a far data dal 22 agosto u.s. ed entro il prossimo 18 febbraio 2020, salvo proroghe, i risparmiatori “traditi” dal crack delle banche venete e non solo, possono inoltrare, in via telematica, le domande di indennizzo direttamente sul sito della Consap.
Tuttavia, a pochi giorni dall’attivazione della piattaforma, già si sono riscontrate le prime difficoltà nella compilazione del form e nel caricamento dei documenti che, per i più, non sono di agevole intuizione.
La prima di queste, di rilevante importanza, riguarda la procura speciale che l’avente diritto deve rilasciare all’ente, all’associazione o al professionista da cui intende farsi rappresentare. Il suddetto decreto, espressamente, prescrive che la procura debba essere autenticata. La Consap ha dato indicazioni di recarsi all’ufficio anagrafe del Comune ove si risiede per ottenerne l’autenticazione. Di fatto, però, i risparmiatori si sono sentiti rispondere dagli impiegati comunali, di non avere il potere di autenticare la procura in quanto non di loro competenza. La conseguenza è che, gli interessati, devono a questo punto rivolgersi ad un Notaio, con aggravio di costi.
La seconda problematica emersa, riguarda le informazioni sul tipo di strumento finanziario in possesso; ad esempio, tra le altre, viene chiesto di indicare la “quantità residua”, il “valore nominale residuo” ovvero la “percentuale di possesso”. Si tratta di dati non chiara interpretazione.
La terza difficoltà che si è incontrata nella procedura in questione, attiene alla allegazione di un’attestazione che deve essere compilata dalla Banca attualmente depositaria dei titoli che, invece, dal canto suo, spesso risponde di non essere in grado di reperire i dati richiesti.
Quarta problematica collegata alla precedente, è che purtroppo, in assenza della consegna da parte della Banca del suddetto modulo, i risparmiatori si trovano nella situazione di non poter reperire i necessari documenti da allegare alla domanda, soprattutto con riguardo all’acquisto dei titoli più datati.
La risoluzione di tali interrogativi da parte di Consap è una condizione necessaria e imprescindibile per la compilazione della domanda, perché nel caso in cui la stessa venga respinta, per aver commesso un errore nell’inserimento dei dati, comporta l’impossibilità di ripresentarla per scadenza dei termini e soprattutto l’impossibilità di proporre ricorso avverso il rigetto!
Ultima, ma non meno importante difficoltà, concerne i blocchi continui della piattaforma registrati nei giorni scorsi che, quindi, non consentono di accedere regolarmente per compilare l’istanza.
In questo periodo, Consap ha attivato il call center che è stato letteralmente preso d’assalto da tutti coloro che si stanno accingendo alla compilazione della domanda on-line, per ovviare alle problematiche di cui sopra e da cui, purtroppo, non è possibile ricevere risposte sempre corrette e risolutive.
A questo proposito, una delegazione di avvocati si è recata a Roma, presso la sede di Consap, proprio per far presente tutte le varie criticità sorte e sopra evidenziate.
Per la questione della procura speciale, si è chiesto espressamente che la stessa possa essere autenticata anche da avvocati; con riguardo alle informazioni per così dire “difficili” e non facilmente reperibili, si è proposto di semplificare la procedura di compilazione della domanda di indennizzo, soprattutto riguardo all’inserimento dei dati bancari, apportando le opportune modifiche.
Al momento, l’unica informazione certa è quella che per giovedì 12 settembre p.v., a Vicenza, è stata indetta una conferenza stampa per sollevare a Consap, tutte le problematiche che sono emerse nella compilazione della domanda, durante questo primo periodo di funzionamento della piattaforma.
Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Ronima Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

Decreto FIR: prime difficoltà per la compilazione delle domande sul sito della Consap

Approvato il Decreto FIR che consente a migliaia di risparmiatori coinvolti in crack bancari di ottenere indennizzi

A far data dal 22 agosto 2019, gli interessati avranno 180 giorni di tempo per presentare la domanda di indennizzo, soltanto in modalità telematica, i cui moduli sono reperibili sul sito della Consap.
In una nota pubblicata dal Mef, vengono indicati tutti i soggetti che possono beneficiare di tali indennizzi e coloro i quali ne sono esclusi.
Gli aventi diritto, titolari di azioni della Banca, avranno un ristoro pari al 30% del valore d’acquisto fino ad un massimo di 100mila euro, mentre agli obbligazionisti spetterà un rimborso del 95% fino al medesimo tetto.
Coloro che sono in possesso di taluni requisiti, quali:
a) patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018, al netto degli strumenti finanziari oggetti di indennizzo e dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita;
b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita,
hanno diritto all’erogazione di un indennizzo forfettario.
Il Fondo ha una dotazione iniziale di oltre 1,5 miliardi di euro: 525 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.
Come accennato poc’anzi, per quanto riguarda le modalità di accesso per poter beneficiare di tali importi, gli interessati potranno presentare la domanda di indennizzo, completa di documentazione attestante i requisiti previsti sul sito della Consap, entro il termine di centottanta giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto (22 agosto 2019) (clicca qui).
Nell’istanza devono essere specificate, tra le altre cose, i dati personali dell’avente diritto, i dati relativi agli strumenti finanziari oggetto della richiesta, la banca che ha emesso tali strumenti, i dati necessari per il pagamento tramite bonifico bancario o postale. Fra gli allegati, possono essere presentati anche i documenti utili ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato il danno ingiusto.
Per la valutazione delle domande, è stata istituita una Commissione tecnica di nove componenti con requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità, competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del Fir. Fra i suoi compiti, vi è quello di esaminare le istanze presentate e la documentazione acquisita; di disporre l’acquisizione di informazioni e documenti necessari per l’assolvimento delle proprie funzioni; di verificare la sussistenza dei requisiti dei richiedenti nonché delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato un pregiudizio ingiusto, anche acquisendo d’ufficio la necessaria documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale. La Commissione stabilisce inoltre i criteri generali e le linee guida per la tipizzazione delle diverse tipologie di violazioni massive in presenza delle quali sussistono il danno subito dal risparmiatore e il nesso causale tra le violazioni e il danno stesso. Allo stesso tempo, è compito della Commissione determinare la misura dell’indennizzo e i criteri per la redazione dei piani di riparto, anche parziali.
Infine, una volta determinata la misura dell’indennizzo a favore degli aventi diritto, la Commissione stabilisce i criteri per la redazione dei piani di riparto degli indennizzi stessi, disponendo il pagamento, con la massima celerità, sulla base delle risorse disponibili, nel rispetto dei limiti di spesa, della dotazione del Fondo e fino al suo esaurimento.
Nell’erogazione degli indennizzi viene data precedenza ai pagamenti degli indennizzi diretti, nel cui ambito hanno precedenza quelli di importo non superiore a 50.000 euro.
Le somme che non vengono impegnate al termine di ciascun esercizio sono conservate per essere utilizzate in quelli successivi.
I pagamenti degli indennizzi avvengono mediante bonifico al conto corrente bancario o postale intestato agli aventi diritto.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Di Raimondo

Approvato il Decreto FIR che consente a migliaia di risparmiatori coinvolti in crack bancari di ottenere indennizzi

Decreto FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: al via agli incentivi!

Nonostante la crisi politica che sta vedendo protagonista il nostro Paese nell’ultimo periodo, l’iter di approvazione del Decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 luglio 2019 recante “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici on shore, solari fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione” (FER1), non si è bloccato, anzi! Il Decreto in questione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019 prevedendo, appunto, alcuni incentivi per il fotovoltaico e per tutti gli altri sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili ad esclusione da quelli derivanti da geotermia, per la quale si attende la pubblicazione del Decreto FER 2.
A darne la notizia è stato il Ministero dello Sviluppo Economico ricordando che, l’obiettivo principale è quello di raggiungere i target europei stabiliti per il 2030 nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e, magari, di riuscire anche a creare nuovi posti di lavoro puntando nella direzione di una transizione energetica che passa da politiche di decarbonizzazione, promuovendo principi di sostenibilità (ambientale ed economica) e di autoconsumo.
Lo step successivo è stato la pubblicazione del Regolamento Operativo sul sito del GSE che consente l’iscrizione al Registro e alle Aste. Il primo bando di gara sarà pubblicato il 30 settembre 2019, mentre l’ultimo, è stato fissato per il mese di settembre 2021, salvo che il costo annuale indicativo degli incentivi di 5,8 miliardi di euro all’anno sia raggiunto prima.
Per poter usufruire di tali incentivi, occorre che le richieste di iscrizione ai Registri o alle Aste vengano presentate tramite il Portale FER-E, Area Clienti sul sito internet del GSE che, entro 90 giorni dalla chiusura di ogni bando provvederà a pubblicare le graduatorie per i rispettivi contingenti.
La priorità sugli incentivi verrà data ai progetti legati a discariche chiuse e a luoghi di interesse nazionale per i quali è previsto un lavoro di bonifica. Inoltre, saranno concessi aiuti per scuole, ospedali e altri edifici pubblici per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici (a patto che sia stato eliminato l’amianto o eventuali coperture in eternit) e per la creazione di infrastrutture destinate ad alimentare le colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
L’attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.
Gli incentivi di cui al presente Decreto non sono cumulabili con quelli precedenti ottenuti per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal D.M. 23 giugno 2016. Quindi gli impianti che hanno già beneficiato degli incentivi erogati nel 2016, sono esclusi dall’accesso ai benefici previsti dal D.M. 4 luglio 2019.
Da ultimo, di seguito sono indicate le date e le relative scadenze dei 7 bandi previsti per la partecipazione ai registri e alle aste:

Procedura   Data di apertura del bando       Data di chiusura del bando
1                        30 settembre 2019                         30 ottobre 2019
2                       31 gennaio 2020                                1 marzo 2020
3                       31 maggio 2020                               30 giugno 2020
4                       30 settembre 2020                         30 ottobre 2020
5                       31 gennaio 2021                                 2 marzo 2021
6                       31 maggio 2021                                30 giugno 2021
7                       30 settembre 2021                          30 ottobre 2021

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Di Raimondo

Decreto FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: al via agli incentivi!