Addio al fallimento. Ora c’e’ la crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Addio al fallimento. Ora c’e’ la crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Arriva in Italia il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, che entrerà completamente a regime soltanto nell’agosto del 2020, anche se alcune disposizioni (di cui si parlerà meglio in seguito) sono operative già dallo scorso marzo.

Si abbandona, dunque, la vecchia disciplina del fallimento, fino ad ora contenuta in un Regio Decreto del 1942, come successivamente modificato.

Lo Studio Legale RZLEX si propone di analizzare gli aspetti maggiormente innovativi e/o significativi della nuova normativa in una serie di contributi che appariranno nel sito internet alla sezione approfondimenti (clicca qui).

Con questa prima pubblicazione si vogliono far emergere gli obiettivi che hanno ispirato il neonato “Codice” e che si ritrovano in tutto il testo di legge.

Sistema unico di norme.

D’ora in avanti, l’integrale disciplina della crisi e dell’insolvenza dell’impresa sarà raccolta in un’unica Legge, raggiungendo così lo scopo di dare organicità e concentrazione.

L’idea cardine è, infatti, quella di predisporre un sistema normativo comune per tutti i soggetti insolventi salve specifiche previsioni per determinate tipologie quali, per esempio, le holding.

Addio alle parole “fallito” e “fallimento”.

Si vuole, poi, superare l’antico dogma secondo cui l’imprenditore insolvente è, quasi sempre, considerato anche un soggetto che opera in frode alla legge. Per farlo viene disposta la cancellazione dei termini “fallimento” e “fallito”, per loro stessi implicanti una connotazione negativa, soprattutto quando riferiti alla persona fisica che rappresenta l’azienda.

La crisi come momento fisiologico della vita dell’impresa.

Cercando anche di avere una visione più allineata ai paesi anglo-americani, la crisi viene considerata un momento fisiologico.

Nella nuova ottica che anima l’intera riforma il Legislatore vuole far emergere un’idea che, nel nostro territorio, è considerata un’assoluta novità: è normale che una società, durate il corso della sua esistenza, sperimenti dei periodi di difficoltà e questi non derivano, necessariamente, da colpe dell’imprenditore. Un’impresa può vivere dei periodi negativi per le più svariate ragioni, che nulla hanno a che vedere con la sua gestione, e allora sarà necessario pensare a degli aiuti finalizzati a risanarla e a riportarla in attivo.

Alla base di tutto c’è la considerazione per cui un’impresa salubre fa bene allo stato perché genera reddito e occupazione; una decotta, al contrario, è un male per la società.

Nel prossimo appronfondimento…

La riforma introduce un nuovo istituto, che analizzeremo nel dettaglio nella prossima pubblicazione, e che intitoleremo “le procedure di allerta e di composizione della crisi”.

Lo scopo (come suggerisce il nome) è quello di intercettare in un momento estremamente precoce i segnali di difficoltà allertando, appunto, gli organi competenti al fine di apportare, con tempi e modalità presi in accordo con l’impresa, i necessari aggiustamenti necessari al risanamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Elena Andreetta

Addio al fallimento. Ora c’e’ la crisi d’impresa e dell’insolvenza.

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