Buone notizie per i risparmiatori “traditi” dalle Banche Venete: il fondo indennizzo è legge

Buone notizie per i risparmiatori “traditi” dalle Banche Venete: il fondo indennizzo è legge

La Legge di Bilancio per il 2019 (Legge n. 145 del 30 dicembre 2018), al comma 493 (clicca qui), ha istituito ufficialmente il Fondo Indennizzo Risparmiatori, anche detto FIR, con la funzione di rimborsare gli azionisti e gli obbligazionisti che si sono visti azzerare il valore dei loro titoli a seguito della risoluzione o della messa in liquidazione coatta amministrativa dei vari istituti di credito, tra i quali Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Con il provvedimento in esame, il Governo stanzia 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 da dedicarsi ai risparmiatori legati, oltre che alle già citate banche Venete, anche a Banca Apulia, Banca Etruria, Banca Marche, Banca Cariferrara, BCC Crediveneto e BCC Padovana.

La novità del provvedimento legislativo in esame sta nel fatto che il ristoro previsto per gli azionisti ammonta al 30% del prezzo di acquisto delle azioni, rimanendo – tuttavia – fermo il limite massimo di € 100˙000,00.

Gli obbligazionisti subordinati, invece, avranno diritto a ricever il 95% del costo di acquisto, fatto sempre salvo il tetto dei 100˙000,00 €.

Le percentuali, inoltre, potranno subire degli aumenti qualora dovessero esserci ulteriori risorse disponibili.

In termini strettamente numerici, si riporta come esempio quanto segue: coloro che comprarono le azioni di Banca Popolare di Vicenza al prezzo più alto (62,50 €) potranno vedersi riconoscere un’indennità pari a 18,75 €, a differenza dei precedenti e forfettari 12,00 €.

Al Fondo Indennizzo Risparmiatori potranno accedere le seguenti categorie di soggetti:

  • Persone fisiche;
  • Imprenditori individuali,
  • Commercianti,
  • Artigiani,
  • Società di persone con non più di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di fatturato,
  • Associazioni a promozione sociale.

Altra novità di non poco momento, risiede nel fatto che il ricorso all’arbitrato è stato sostituito da un più snello ricorso diretto al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Sarà lo stesso MEF che, con un decreto attuativo, da promulgarsi entro fine del gennaio corrente, detterà le modalità di presentazione delle richieste e nominerà la Commissione (composta da nove membri) incaricata di procedere all’esame di tutte le domande e della liquidazione del dovuto. Al momento, l’unica informazione nota risiede nel fatto che le istanze saranno da inviare entro e non oltre 180 giorni dalla promulgazione del succitato decreto attuativo.

La ragione sottesa all’abolizione dell’arbitrato è da rinvenirsi nelle statistiche, per le quali l’ACF ha riconosciuto la fondatezza del 97% delle domande fino a oggi presentate.

Da ultimo, si evidenzia che i risparmiatori che dovessero aver già ricevuto un indennizzo attraverso le vecchie modalità, e quindi sulla base dei precedenti tassi di ristoro, potranno chiedere, ed eventualmente vedersi riconoscere, le differenze risultanti dall’applicazione della nuova disciplina.

Questo è quanto risulta dal testo della Legge promulgato in Gazzetta Ufficiale, Vi invitiamo, pertanto a prendere contatti con lo Studio Legale al fine di poter presentare le succitate domande agli organi competenti.

Avv. Romina Zanvettor

 

 

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