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“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Uno dei provvedimenti chiave del programma del governo appena insediato, contenuto in un documento composto da 26 punti (clicca qui), è proprio dedicato alla maggiore protezione dell’ambiente e della biodiversità, che si vorrebbero finalmente elevare a principi fondamentali del nostro apparato costituzionale.
Nello specifico, i punti dedicati al tema ambiente, il c.d. Green New Deal, sono trattati ai numeri 7, 9 e 12 del suddetto programma di Governo, dedicati allo sviluppo sostenibile e allo stop delle nuove concessioni per le trivellazioni.
Al punto 7 si afferma che “il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.
Al punto 9 si prevede che “Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione”.
Infine, al punto 12 si legge: “una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere”.
Un primo passo verso questa direzione è stato già compiuto con l’approvazione del Decreto Fer 1 (clicca qui), atteso dal 2016 e arrivato con tre anni di ritardo, con cui si aperta una nuova stagione di incentivi per l’eolico, la prima in cui dovrà competere con il fotovoltaico nelle aste.
Ma non basta! Stando a quanto sostenuto in un’intervista dal Presidente di Anev, l’associazione italiana dell’energia dal vento, per far sì che questa tecnologia dia il contributo necessario al raggiungimento degli obiettivi nazionali sulle rinnovabili, ci sono vari ostacoli da rimuovere, tra cui certamente, il problema degli iter autorizzativi.
Inoltre, sul fronte degli altri provvedimenti che si chiedono al nuovo esecutivo, il Presidente di Anev spiega ancora che, sicuramente bisognerà definire un accompagnamento per le rinnovabili verso gli obiettivi 2030 e 2050, pensando al periodo post-incentivi e, stabilire altre politiche di supporto, ad esempio fiscali e legate allo sviluppo dei PPA; nel contempo, serve individuare un percorso di semplificazione amministrativa che permetta di ammodernare le installazioni esistenti. A questo proposito si attende da diversi anni un decreto che dia la definizione delle “modifiche non sostanziali” agli impianti.
Al momento possiamo solamente affermare che, le basi e la volontà per intraprendere fino in fondo questo percorso ci sono, auspicando, dunque, che il progetto venga realizzato in tutti i suoi punti e che non rimanga soltanto lettera morta!

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Ronima Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Decreto FIR: prime difficoltà per la compilazione delle domande sul sito della Consap

Come già ampiamente esposto anche nei contributi precedenti (clicca qui), a far data dal 22 agosto u.s. ed entro il prossimo 18 febbraio 2020, salvo proroghe, i risparmiatori “traditi” dal crack delle banche venete e non solo, possono inoltrare, in via telematica, le domande di indennizzo direttamente sul sito della Consap.
Tuttavia, a pochi giorni dall’attivazione della piattaforma, già si sono riscontrate le prime difficoltà nella compilazione del form e nel caricamento dei documenti che, per i più, non sono di agevole intuizione.
La prima di queste, di rilevante importanza, riguarda la procura speciale che l’avente diritto deve rilasciare all’ente, all’associazione o al professionista da cui intende farsi rappresentare. Il suddetto decreto, espressamente, prescrive che la procura debba essere autenticata. La Consap ha dato indicazioni di recarsi all’ufficio anagrafe del Comune ove si risiede per ottenerne l’autenticazione. Di fatto, però, i risparmiatori si sono sentiti rispondere dagli impiegati comunali, di non avere il potere di autenticare la procura in quanto non di loro competenza. La conseguenza è che, gli interessati, devono a questo punto rivolgersi ad un Notaio, con aggravio di costi.
La seconda problematica emersa, riguarda le informazioni sul tipo di strumento finanziario in possesso; ad esempio, tra le altre, viene chiesto di indicare la “quantità residua”, il “valore nominale residuo” ovvero la “percentuale di possesso”. Si tratta di dati non chiara interpretazione.
La terza difficoltà che si è incontrata nella procedura in questione, attiene alla allegazione di un’attestazione che deve essere compilata dalla Banca attualmente depositaria dei titoli che, invece, dal canto suo, spesso risponde di non essere in grado di reperire i dati richiesti.
Quarta problematica collegata alla precedente, è che purtroppo, in assenza della consegna da parte della Banca del suddetto modulo, i risparmiatori si trovano nella situazione di non poter reperire i necessari documenti da allegare alla domanda, soprattutto con riguardo all’acquisto dei titoli più datati.
La risoluzione di tali interrogativi da parte di Consap è una condizione necessaria e imprescindibile per la compilazione della domanda, perché nel caso in cui la stessa venga respinta, per aver commesso un errore nell’inserimento dei dati, comporta l’impossibilità di ripresentarla per scadenza dei termini e soprattutto l’impossibilità di proporre ricorso avverso il rigetto!
Ultima, ma non meno importante difficoltà, concerne i blocchi continui della piattaforma registrati nei giorni scorsi che, quindi, non consentono di accedere regolarmente per compilare l’istanza.
In questo periodo, Consap ha attivato il call center che è stato letteralmente preso d’assalto da tutti coloro che si stanno accingendo alla compilazione della domanda on-line, per ovviare alle problematiche di cui sopra e da cui, purtroppo, non è possibile ricevere risposte sempre corrette e risolutive.
A questo proposito, una delegazione di avvocati si è recata a Roma, presso la sede di Consap, proprio per far presente tutte le varie criticità sorte e sopra evidenziate.
Per la questione della procura speciale, si è chiesto espressamente che la stessa possa essere autenticata anche da avvocati; con riguardo alle informazioni per così dire “difficili” e non facilmente reperibili, si è proposto di semplificare la procedura di compilazione della domanda di indennizzo, soprattutto riguardo all’inserimento dei dati bancari, apportando le opportune modifiche.
Al momento, l’unica informazione certa è quella che per giovedì 12 settembre p.v., a Vicenza, è stata indetta una conferenza stampa per sollevare a Consap, tutte le problematiche che sono emerse nella compilazione della domanda, durante questo primo periodo di funzionamento della piattaforma.
Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Ronima Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

Decreto FIR: prime difficoltà per la compilazione delle domande sul sito della Consap

Approvato il Decreto FIR che consente a migliaia di risparmiatori coinvolti in crack bancari di ottenere indennizzi

A far data dal 22 agosto 2019, gli interessati avranno 180 giorni di tempo per presentare la domanda di indennizzo, soltanto in modalità telematica, i cui moduli sono reperibili sul sito della Consap.
In una nota pubblicata dal Mef, vengono indicati tutti i soggetti che possono beneficiare di tali indennizzi e coloro i quali ne sono esclusi.
Gli aventi diritto, titolari di azioni della Banca, avranno un ristoro pari al 30% del valore d’acquisto fino ad un massimo di 100mila euro, mentre agli obbligazionisti spetterà un rimborso del 95% fino al medesimo tetto.
Coloro che sono in possesso di taluni requisiti, quali:
a) patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018, al netto degli strumenti finanziari oggetti di indennizzo e dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita;
b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita,
hanno diritto all’erogazione di un indennizzo forfettario.
Il Fondo ha una dotazione iniziale di oltre 1,5 miliardi di euro: 525 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.
Come accennato poc’anzi, per quanto riguarda le modalità di accesso per poter beneficiare di tali importi, gli interessati potranno presentare la domanda di indennizzo, completa di documentazione attestante i requisiti previsti sul sito della Consap, entro il termine di centottanta giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto (22 agosto 2019) (clicca qui).
Nell’istanza devono essere specificate, tra le altre cose, i dati personali dell’avente diritto, i dati relativi agli strumenti finanziari oggetto della richiesta, la banca che ha emesso tali strumenti, i dati necessari per il pagamento tramite bonifico bancario o postale. Fra gli allegati, possono essere presentati anche i documenti utili ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato il danno ingiusto.
Per la valutazione delle domande, è stata istituita una Commissione tecnica di nove componenti con requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità, competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del Fir. Fra i suoi compiti, vi è quello di esaminare le istanze presentate e la documentazione acquisita; di disporre l’acquisizione di informazioni e documenti necessari per l’assolvimento delle proprie funzioni; di verificare la sussistenza dei requisiti dei richiedenti nonché delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato un pregiudizio ingiusto, anche acquisendo d’ufficio la necessaria documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale. La Commissione stabilisce inoltre i criteri generali e le linee guida per la tipizzazione delle diverse tipologie di violazioni massive in presenza delle quali sussistono il danno subito dal risparmiatore e il nesso causale tra le violazioni e il danno stesso. Allo stesso tempo, è compito della Commissione determinare la misura dell’indennizzo e i criteri per la redazione dei piani di riparto, anche parziali.
Infine, una volta determinata la misura dell’indennizzo a favore degli aventi diritto, la Commissione stabilisce i criteri per la redazione dei piani di riparto degli indennizzi stessi, disponendo il pagamento, con la massima celerità, sulla base delle risorse disponibili, nel rispetto dei limiti di spesa, della dotazione del Fondo e fino al suo esaurimento.
Nell’erogazione degli indennizzi viene data precedenza ai pagamenti degli indennizzi diretti, nel cui ambito hanno precedenza quelli di importo non superiore a 50.000 euro.
Le somme che non vengono impegnate al termine di ciascun esercizio sono conservate per essere utilizzate in quelli successivi.
I pagamenti degli indennizzi avvengono mediante bonifico al conto corrente bancario o postale intestato agli aventi diritto.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Di Raimondo

Approvato il Decreto FIR che consente a migliaia di risparmiatori coinvolti in crack bancari di ottenere indennizzi

Decreto FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: al via agli incentivi!

Nonostante la crisi politica che sta vedendo protagonista il nostro Paese nell’ultimo periodo, l’iter di approvazione del Decreto del Ministero dello sviluppo economico 4 luglio 2019 recante “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici on shore, solari fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione” (FER1), non si è bloccato, anzi! Il Decreto in questione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019 prevedendo, appunto, alcuni incentivi per il fotovoltaico e per tutti gli altri sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili ad esclusione da quelli derivanti da geotermia, per la quale si attende la pubblicazione del Decreto FER 2.
A darne la notizia è stato il Ministero dello Sviluppo Economico ricordando che, l’obiettivo principale è quello di raggiungere i target europei stabiliti per il 2030 nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e, magari, di riuscire anche a creare nuovi posti di lavoro puntando nella direzione di una transizione energetica che passa da politiche di decarbonizzazione, promuovendo principi di sostenibilità (ambientale ed economica) e di autoconsumo.
Lo step successivo è stato la pubblicazione del Regolamento Operativo sul sito del GSE che consente l’iscrizione al Registro e alle Aste. Il primo bando di gara sarà pubblicato il 30 settembre 2019, mentre l’ultimo, è stato fissato per il mese di settembre 2021, salvo che il costo annuale indicativo degli incentivi di 5,8 miliardi di euro all’anno sia raggiunto prima.
Per poter usufruire di tali incentivi, occorre che le richieste di iscrizione ai Registri o alle Aste vengano presentate tramite il Portale FER-E, Area Clienti sul sito internet del GSE che, entro 90 giorni dalla chiusura di ogni bando provvederà a pubblicare le graduatorie per i rispettivi contingenti.
La priorità sugli incentivi verrà data ai progetti legati a discariche chiuse e a luoghi di interesse nazionale per i quali è previsto un lavoro di bonifica. Inoltre, saranno concessi aiuti per scuole, ospedali e altri edifici pubblici per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici (a patto che sia stato eliminato l’amianto o eventuali coperture in eternit) e per la creazione di infrastrutture destinate ad alimentare le colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
L’attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.
Gli incentivi di cui al presente Decreto non sono cumulabili con quelli precedenti ottenuti per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal D.M. 23 giugno 2016. Quindi gli impianti che hanno già beneficiato degli incentivi erogati nel 2016, sono esclusi dall’accesso ai benefici previsti dal D.M. 4 luglio 2019.
Da ultimo, di seguito sono indicate le date e le relative scadenze dei 7 bandi previsti per la partecipazione ai registri e alle aste:

Procedura   Data di apertura del bando       Data di chiusura del bando
1                        30 settembre 2019                         30 ottobre 2019
2                       31 gennaio 2020                                1 marzo 2020
3                       31 maggio 2020                               30 giugno 2020
4                       30 settembre 2020                         30 ottobre 2020
5                       31 gennaio 2021                                 2 marzo 2021
6                       31 maggio 2021                                30 giugno 2021
7                       30 settembre 2021                          30 ottobre 2021

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra Di Raimondo

Decreto FER 1 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: al via agli incentivi!

Il Decreto FER1: previsti 5,4 miliardi di euro a sostegno delle rinnovabili fino al 2021

Via libera al Decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, il cosiddetto FER1: la Commissione europea ha approvato il piano di aiuti finanziari da 5,4 miliardi di euro stanziato dall’Italia.

In sostanza, la Commissione europea ha valutato come non anticoncorrenziali gli aiuti statali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili come risorse energetiche.

Il Decreto FER 1 prevede una dotazione stimata di 5,4 miliardi di euro fino al 2021 ed è destinato a sostenere la produzione di fonti quali eolico terrestre, solare fotovoltaico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione.

I sussidi verranno erogati sotto forma di “premi” in aggiunta al prezzo medio di mercato, che  non potrà essere superiore alla differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo suo di vendita.

Nel caso in cui il prezzo di mercato dovesse superare, nel tempo, il costo medio di produzione da rinnovabili, il sistema varato dall’Italia e autorizzato dalla Commissione europea antitrust prevede un meccanismo di recupero per cui gli impianti selezionati non sarebbero più beneficiari degli incentivi e dovrebbero restituire allo Stato le entrate supplementari.

Gli incentivi in essere verranno fissati tramite gare competitive, le cosiddette aste al ribasso, aperte a tutti i tipi d’impianti e tecnologie rinnovabili nel caso di gradi progetti da oltre 1 MW, mentre per gl’impianti più piccoli, gli incentivi  verranno scelti grazie alla combinazione di criteri ambientali ed economici, così come previsto dai registri inseriti nel Decreto FER1.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Il Decreto FER1: previsti 5,4 miliardi di euro a sostegno delle rinnovabili fino al 2021

Risparmiatori traditi Banche Venete: il Decreto crescita è stato approvato dalla camera

Dopo il via libera delle Commissioni Bilancio e Finanza della Camera, di cui abbiamo parlato nei nostri precedenti contributi (clicca qui), il Decreto “Crescita” ha ottenuto anche l’approvazione della Camera.

Ora il provvedimento passa al Senato per il via libera finale e dovrebbe essere convertito in legge entro il 29 giugno.

I risparmiatori veneti, che avevano acquistato azioni od obbligazioni subordinate, potranno così vedersi restituito il previsto indennizzo, entro il limite massimo di 100 mila euro ciascuno.

Dal primo luglio verrà attivata la piattaforma informatica nel portale della Consap.

Le domande per l’accesso al F.I.R. (Fondo Indennizzo Risparmiatori) potranno essere presentate dal 26 luglio, corredate da attestante i requisiti previsti, entro il termine di 180 (centottanta) giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto, ad una Commissione Tecnica indipendente costituita presso il Ministero dell’Economia, che valuterà le domande.

Potranno presentare la domanda anche coloro che hanno già ottenuto un ristoro parziale, come gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che hanno aderito all’offerta transattiva di due anni fa e potranno ricevere un ulteriore 15%.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento, provvedendo, altresì, ad avvertire i suoi clienti su ogni rilevante modifica delle loro posizioni.

Avv. Romina Zanvettor

Risparmiatori traditi Banche Venete: il Decreto crescita è stato approvato dalla camera

Fondo Indennizzo Risparmiatori: gli emendamenti ricevono il primo ok.

Come già anticipato nel nostro ultimo contributo (clicca qui), è stato dato il “via libera” ai primi emendamenti del decreto attuativo del Fondo Indennizzo Risparmiatori (in seguito anche FIR), che verranno attuati dal D.L. “Crescita”.

Le Commissioni Bilancio e Finanza della Camera hanno, infatti, approvato due modifiche che, se confermate anche in aula, andranno certamente a vantaggio dei risparmiatori traditi, oggi in attesa di ricevere indennizzo dallo Stato.

L’istituzione di una corsia preferenziale.

Le Commissioni hanno dato il loro benestare all’istituzione di una corsia preferenziale per l’erogazione dei rimborsi sotto i 50.000,00 euro, che dovrebbero essere accreditati in tempi più brevi rispetto agli altri.

Maggiori possibilità di accesso diretto al rimborso forfettario.

Con le novità prospettate, si ampliano le possibilità di accesso al rimborso forfettario previsto per coloro che non superano determinate soglie di reddito.

Sono rimasti invariati i limiti di € 35.000,00 e di € 100.000,00 da riferire, rispettivamente, al reddito IRPEF e al patrimonio mobiliare, ma dal calcolo devono essere escluse le rendite da fondi di previdenza complementare (nel primo caso) e le polizze vita (nel secondo caso).

Come detto sopra, le modifiche sono ancora provvisorie perché il D.L. “Crescita” deve essere approvato anche in Aula e, poi, sarà necessaria la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ciononostante, il positivo passaggio alle Commissioni competenti della Camera fa ben sperare per una definitività delle nuove disposizioni.

Al momento, inoltre, manca anche all’appello il secondo decreto attuativo del FIR, che regolerà, tra le atre, la costituzione della Commissione per la valutazione delle istanze.

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento, provvedendo, altresì, ad avvertire i suoi clienti su ogni rilevante modifica delle loro posizioni.

Avv. Romina Zanvettor

Fondo Indennizzo Risparmiatori: gli emendamenti ricevono il primo ok.

Risparmiatori traditi: pubblicato in gazzetta ufficiale il testo del primo decreto attuativo.

A un mese dall’annuncio del ministro Tria e a quasi quattro e mezzo dalla data originariamente prevista dalla Legge di Stabilità, è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo decreto attuativo relativo al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR). (clicca qui)

Sono rimaste invariate le percentuali di rimborso e il tetto massimo dei 100.000 euro per ciascun risparmiatore (che avevamo già illustrato nel dettaglio nel nostro precedente contributo (clicca qui); sono variati, però, i limiti di reddito per poter rientrare nella categoria dei cosiddetti “privilegiati” che avranno diritto al rimborso “automatico”.

Nelle versioni precedenti la soglia dei 35.000,00 € si riferiva all’ISEE, ora, invece si deve fare riferimento all’imponibile IRPEF (che si trova nella dichiarazione dei redditi), con il conseguente aumento del numero dei soggetti che godranno del beneficio.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (in seguito, anche MEF) ha declinato, poi, le modalità di presentazione delle istanze di ristoro, indicando tutta la documentazione necessaria per poter ottenere una risposta positiva dalla Commissione incaricata.

Oltre ai tutti i documenti indentificativi del soggetto richiedente, è necessario produrre le prove dell’acquisto degli strumenti finanziari e il relativo prezzo pagato. A tal fine, la norma prevede che gli istituti di credito forniscano, senza alcun onere per il risparmiatore, tutto il materiale entro il termine di 30 giorni.

Le principali “violazioni massive”, ossia di quei comportamenti che danno diritto a ottenere il risarcimento, da accertare attraverso il deposito di “documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale” sono state così individuate:

  1. la vendita o il collocamento di azioni od obbligazioni subordinate da parte dello stesso istituto emittente, senza informare adeguatamente l’acquirente sulla natura dell’operazione;
  2. il procedere alla realizzazione di quanto sopra, erogando contestualmente linee di credito anche a soggetti diversi dal risparmiatore, ma a lui collegati. In questo caso non assume rilevanza la circostanza per cui il controvalore degli strumenti risulti anche significativamente inferiore rispetto all’entità dei finanziamenti;
  3. la carente informazione o profilatura della clientela (cd. Mi-Fid);
  4. la variazione in aumento del profilo di rischio assegnato al privato contestualmente, o in prossimità, dell’operazione di vendita o di collocamento;
  5. il disinvestimento di strumenti di capitale non emessi dall’intermediario, ma già presenti sul conto titoli, in tempi di poco anteriori all’acquisto di azioni od obbligazioni emesse dalla Banca;
  6. la produzione, pubblicazione e/o divulgazione di dati fuorvianti per l’investitore in relazione alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dell’Istituto di Credito.

Sicuramente, questo è un primo passo verso il ristoro dei danni subiti dai risparmiatori traditi dalle banche, ma, purtroppo, bisogna attendere ancora. Manca, infatti, all’appello il secondo decreto attuativo, quello di nomina della Commissione tecnica, e la Consap (ovvero l’ente gestore per l’inoltro delle domande) deve predisporre la piattaforma informatica che fornirà agli utenti tutte le informazioni sugli adempimenti da svolgere. Le attività, stando alla lettera del decreto, si dovrebbero completare nell’arco dei prossimi 20 giorni.

Ora, sarà necessario prestare particolare attenzione a quanto avverrà in Parlamento perché, al momento, sono al vaglio delle forze politiche alcuni possibili correttivi da introdurre con il Decreto Crescita. In particolare, con uno di questi si vorrebbe concedere una corsia preferenziale a coloro che hanno diritto a un ristoro inferiore a 50mila euro.

Lo Studio Legale provvederà a pubblicare tempestivamente ogni aggiornamento e a tenere informati i propri clienti.

Avv. Romina Zanvettor

Risparmiatori traditi: pubblicato in gazzetta ufficiale il testo del primo decreto attuativo.

Tremonti Ambiente e Conto Energia: il TAR cambia rotta e ammette il cumulo.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, cambiando completamente il proprio precedente orientamento tenuto da sempre, ha sancito la possibilità di cumulare i benefici della Tremonti Ambiente con le tariffe incentivanti del III, IV, e V Conto Energia, così tutelando la prevalenza del “legittimo affidamento”, posto alla base dell’iniziativa imprenditoriale dedicata alla produzione di energia da fonti fotovoltaiche.

Quella dei giorni scorsi è una svolta tanto auspicata quanto dovuta, arrivata con due sentenze di portata dirompente (che qui troverete in versione integrale: numero 6784 e 6785).

Nella sostanza è stato dichiarato illegittimo il provvedimento del GSE che ha imposto ai Soggetti Responsabili un termine per comunicare, all’Agenzia delle Entrate, la scelta di mantenere l’incentivo percepito ovvero i benefici della Tremonti Ambiente.

Più nel dettaglio, la Legge n. 388 del 2000 prevedeva di poter escludere gli investimenti ambientali dalla formazione del reddito imponibile, il tutto ai fini delle imposte sui redditi. Tale disposizione era stata, poi, abrogata a far data dal 26 giugno 2012.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), a seguito di ciò, ammetteva la cumulabilità della detassazione ambientale con i benefici del solo II Conto Energia a condizione che questi non superassero la soglia del 20% dell’intero costo dell’investimento. Ne conseguiva, pertanto, l’esclusione della cumulabilità per il Terzo, Quarto e Quinto Conto Energia.

Una soluzione di tal fatta derivava da un’interpretazione strettamente formalistica dei decreti istitutivi dei Conti Energia, che non contemplavano la detassazione per gli investimenti ambientali tra quelli cumulabili.

Il Giudice Amministrativo, con le nuove pronunce, ha accolto le censure dei ricorrenti e hanno fondato la loro decisione affermando “l’esigenza di garantire il rispetto dei principi di sicurezza giuridica e di certezza del diritto, posti a fondamento della tutela del legittimo affidamento dei titolari delle iniziative imprenditoriali” per poter “convalidare l’impostazione opposta a quella propugnata dal Ministero, risultando lecito escludere il “tenore derogatorio” di una previsione, quale quella in esame, diretta a salvaguardare tali pregresse iniziative”.

Pertanto, da oggi, i soggetti interessati non saranno più costretti a rinunciare al beneficio fiscale già goduto, mantenendo contemporaneamente le tariffe incentivanti in corso di erogazione.

Avv. Romina Zanvettor

Tremonti Ambiente e Conto Energia: il TAR cambia rotta e ammette il cumulo.

Fondo indennizzo risparmiatori: gli indennizzi sono senza tassazione.

Come pubblicato con la news del 14 maggio scorso (clicca qui per leggere l’intero contributo), il Governo ha firmato il primo dei Due decreti necessari a rendere operativo il Fondo Indennizzo Risparmiatori (F.I.R.).

Di cosa si tratta.

Questo strumento è stato creato per soddisfare, anche se solo parzialmente, i risparmiatori titolari di strumenti finanziari emessi dalle banche (o dalle loro controllate), poi sottoposte a liquidazione coatta amministrativa tra il 17 novembre 2015 e il 31 dicembre 2017.

Gli istituti di credito coinvolti sono, oltre a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, CR di Ferrara e CR della Provincia di Chieti S.p.a..

Come opera.

Nel preambolo che apre il nuovo testo legislativo, si legge chiaramente come vi sia l’esigenza di escludere sovrapposizioni tra il F.I.R. ed eventuali ulteriori forme di ristoro/indennizzo/risarcimento in precedenza percepite, a qualunque titolo, dall’azionista/obbligazionista. Necessità, questa, che viene esplicitata all’interno dell’articolo 5, dove si impone la detrazione degli importi già ricevuti.

Tassazione.

Ciò che appare certo è che le somme che verranno erogate dal F.I.R. non saranno in alcun modo tassabili. Tesi confermata anche dall’Agenzia delle Entrate, nelle pronunce attinenti al Fondo di Solidarietà e alle transazioni concluse dalle due banche Venete con una parte dei loro risparmiatori.

L’impossibilità di applicare un qualunque regime impositivo deriva dalla circostanza per cui l’indennizzo viene calcolato sulla base del costo di acquisto del singolo strumento finanziario, così da farlo inquadrare come un risarcimento del danno, essendo finalizzato a reintegrare (sebbene solo forfettariamente) la perdita economica subita dall’investitore a causa delle condotte illecite tenute dall’istituto di credito.

Chi sono gli esclusi.

Non avranno accesso al F.I.R. le controparti qualificate, ovvero i clienti professionali e coloro che hanno avuto (a partire dal 1 gennaio 2007) incarichi di vertice in una delle banche interessate dal provvedimento. Parimenti, sono esclusi anche i loro parenti e affini di primo e secondo grado.

I risparmiatori sotto-soglia.

Per questi soggetti, considerati automaticamente truffati, non vi è l’obbligo, al momento del deposito dell’istanza di indennizzo, di allegare l’eventuale documentazione necessaria per accertare le “violazioni massive” causative del danno.

Lo Studio Legale RZLEX continuerà ad aggiornare i propri clienti in merito ai prossimi sviluppi.

Avv. Romina Zanvettor

 

Fondo indennizzo risparmiatori: gli indennizzi sono senza tassazione.