La cumulabilita’ della legge “Tremonti Ambiente” e le tariffe incentivanti

La cumulabilita’ della legge “Tremonti Ambiente” e le tariffe incentivanti

Ritorna in questi giorni alla ribalta una delle questioni maggiormente discusse tra gli operatori del settore del fotovoltaico e concernente la possibilità o no di cumulare le tariffe incentivanti, disciplinate dai Conti Energia diversi dal II, con la “Tremonti Ambiente”, prevista dall’art. 6, commi 13-19, della Legge n. 388/2000.

Secondo quanto stabilito dalla norma da ultimo citata, i costi di acquisto sostenuti per gli “investimenti ambientali”, quelli “necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente”, potevano essere dedotti dalla base imponibile, cioè dell’ammontare complessivo dei redditi tassabili. Tra questo tipo di investimenti erano ammessi anche quelli effettuati per l’acquisto e la messa in esercizio di impianti fotovoltaici.

Si parla doverosamente al passato, in quanto il cd. “decreto crescita” (DL n. 83/2012 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/08/11/12A08941/sg) ha abrogato la deduzione degli investimenti ambientali: dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del decreto, infatti, non è stato più possibile accedere alle agevolazioni fiscali in precedenza previste.
Il citato DL, tuttavia, non ha fornito alcuna disposizione in merito alla cumulabilità dell’agevolazione fiscale con altre misure incentivanti, lasciando aperta al dibattito dottrinale e giurisprudenziale la questione di cui trattasi.

La vexata quaestio è tornata di grande attualità a seguito della nota del GSE dello scorso 22 novembre 2017 (link https://www.gse.it/servizi-per-te/conto-energia-chiarimenti-in-merito-alla-possibilita-di-cumulo-tra-conto-energia-e-cd-tremonti-ambiente), con cui il medesimo Gestore, ritenendo possibile beneficiare sia dell’agevolazione fiscale di cui alla Tremonti Ambiente sia delle tariffe incentivanti del I e II Conto energia  nei limiti del 20% del costo dell’investimento ha affermato, invece, che “la detassazione di cui alla Tremonti ambiente non è cumulabile in alcuna misura con le tariffe incentivanti spettanti ai sensi del III, IV e V Conto Energia”.

Il GSE è giunto alla predetta conclusione applicando un’interpretazione letterale e restrittiva dell’art. 5 del D.M. 6 agosto 2010 (III Conto Energia) e degli artt. 5 e 12, rispettivamente, del D.M. 5 maggio 2011 (IV Conto Energia) e 5 luglio 2012 (V Conto Energia), sostenendo l’esclusione al cumulo, poiché gli articoli citati elencherebbero in modo tassativo i contributi e benefici pubblici esclusi dal divieto, non includendo la detassazione per investimenti ambientali.

Ma vi è di più. Il GSE ha, altresì, precisato che coloro che hanno indebitamente fruito dell’agevolazione fiscale e delle tariffe incentivanti previste dal III, IV e V Conto Energia e vogliano continuare a godere di queste ultime, devono rinunciare all’altro beneficio goduto, comunicando detta intenzione all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla pubblicazione della news e, dunque, entro il 22 novembre 2018.

Cosa fare? Rinunciare o meno alla detassazione Tremonti a fronte della netta posizione del GSE?

Ebbene, allo stato, in assenza di puntuali indicazioni da parte del Gestore e/o dell’Agenzia delle Entrate, le strade percorribili paiono essere due.

La prima è, appunto, adeguarsi all’orientamento del GSE, rinunciando al beneficio in questione. Le modalità ipotizzabili di rinuncia al beneficio sono:

  1. l’invio di una dichiarazione integrativa a sfavore delle dichiarazioni dei redditi del periodo in cui si ha usufruito dell’agevolazione. Questa conclusione, del resto, risulta in linea con alcune pronunce di prassi dell’Amministrazione finanziaria piuttosto risalenti e appare condivisibile alla luce del meccanismo di fruizione del beneficio (consistente in una variazione in diminuzione della base imponibile dell’IRES);
  2. la presentazione di un’istanza di rimborso nel termine dei 48 mesi decorrenti dal termine per il versamento a saldo delle imposte relative all’anno di imposta di competenza dell’agevolazione e si sostanzierebbe nella ripetizione di quanto indebitamente ricevuto a seguito della fruizione del beneficio.

Tutta la sopraindicata documentazione dovrà essere poi trasmessa al GSE, con apposita comunicazione.

La via alternativa potrebbe essere quella di non seguire le disposizioni del GSE, continuando a mantenere entrambe le agevolazioni, e impugnare avanti al TAR il prospettato provvedimento di revoca degli incentivi, chiedendone l’annullamento[1].

Il GSE ha già intrapreso i primi procedimenti di sospensione degli incentivi del III, IV e V Conto Energia per gli impianti che hanno usufruito della Tremonti Ambiente, anticipando la scadenza fissata dal GSE per la rinuncia al beneficio fiscale (22.11.2018).

Con le comunicazioni ricevute dai Soggetti Responsabili degli impianti, il GSE ha avvisato di aver avviato un “procedimento in autotutela per la revisione del provvedimento di ammissione alle tariffe incentivanti” e che “in attesa della conclusione del procedimento il GSE, in via cautelativa, manterrà sospesa l’erogazione degli importi a titolo di tariffa incentivante”.

Per chi fosse destinatario di analoghe comunicazioni, si avverte che vi è la possibilità di fornire memorie scritte e/o documentazione idonea a comprovare l’effettiva rinuncia al beneficio fiscale goduto, da inviare entro e non oltre il 21 novembre 2018 al GSE medesimo.

Peraltro, sul tema, si segnala che il Consiglio di Stato, Sezione Seconda, è recentemente intervenuto in merito alla sospensione degli incentivi, disposto dal GSE, con il parere n. 67/2018 (https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=HKUZFB667GHJECPI23AIZXSPU4&q=tremonti%20or%20ambientale ).

Nella fattispecie, il ricorso, corredato da istanza di sospensione cautelare, è stato proposto da una società che stava fruendo delle agevolazioni fiscali Tremonti Ambiente, con la tariffa incentivante erogata ai sensi del D.M. 5 maggio 2011 (IV Conto Energia).

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza di sospensione avanzata dalla ricorrente, ritenendola meritevole e ravvisando anche il periculum in mora, limitatamente alla cessazione dell’erogazione degli incentivi disposta dal GSE con il provvedimento impugnato.

In particolare, si legge che la comunicazione di avvio procedimento a firma del Gestore, funzionale, per esplicito richiamo all’adozione dei provvedimenti previsti dall’art 42 del d.lgs. 3 marzo 2011, n. 28, rubricato “Controlli e sanzioni in materia di incentivi”, supera i “limiti contenutistici dell’atto endoprocedimentale di avvio del procedimento – peraltro qualificato come di autotutela – in quanto dispone anche, con valenza immediata, la sospensione della erogazione degli importi a titolo di tariffa incentivante”, che dovrebbe avvenire nel rispetto dell’art. 21 quater della l. n. 241/1990, ovverosia in presenza di esplicitate “gravi ragioni”, non ritenute però sussistenti nel caso.

Il Consiglio di Stato, inoltre, ha dato atto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha attivato la richiesta istruttoria sullo stato attuale del procedimento, nonché sulla natura del provvedimento definitivo da adottare e sulle relative impugnazioni.

Lo Studio Legale dell’Avv. Romina Zanvettor è a disposizione per l’assistenza in materia, relativa alla gestione della pratica presso il GSE, all’attività di natura fiscale, nonché alle controversie in sede giudiziale.

Avv. Romina Zanvettor

 

[1] Nel panorama, si osserva che in sede fiscale i giudici siano già stati in più occasioni chiamati a pronunciarsi sulla possibilità di cumulare la detassazione ambientale con la tariffa incentivante e si riscontra una consolidata giurisprudenza favorevole al contribuente (CTP Milano 4119/16/16 passata in giudicato, CTP Milano 2536/21/17 passata in giudicato, CTP Milano 5001/11/17 passata in giudicato, CTP Genova 737/1/17; CTP Genova 973/5/17, CTP Genova 1345/1/17, CTP Ancona 328/2/17 passata in giudicato, CTIGD Bolzano 171/2/17, CTP Bergamo 284/4/17; CTP Cuneo 229/1/17, CTP Cuneo 307/1/17; CTP Cuneo 179/2/18; CTP Cuneo 180/2/18; CTP Arezzo 384/2/18; CTP Roma 6686/41/18; CTP Prato 115/2/18; CTP Brescia 632/1/17, CTP Brescia 301/1/18; CTP Brescia 315/1/18, CTR Lombardia 3656/45/16).

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