Tremonti Ambiente e Conto Energia: il TAR cambia rotta e ammette il cumulo.

Tremonti Ambiente e Conto Energia: il TAR cambia rotta e ammette il cumulo.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, cambiando completamente il proprio precedente orientamento tenuto da sempre, ha sancito la possibilità di cumulare i benefici della Tremonti Ambiente con le tariffe incentivanti del III, IV, e V Conto Energia, così tutelando la prevalenza del “legittimo affidamento”, posto alla base dell’iniziativa imprenditoriale dedicata alla produzione di energia da fonti fotovoltaiche.

Quella dei giorni scorsi è una svolta tanto auspicata quanto dovuta, arrivata con due sentenze di portata dirompente (che qui troverete in versione integrale: numero 6784 e 6785).

Nella sostanza è stato dichiarato illegittimo il provvedimento del GSE che ha imposto ai Soggetti Responsabili un termine per comunicare, all’Agenzia delle Entrate, la scelta di mantenere l’incentivo percepito ovvero i benefici della Tremonti Ambiente.

Più nel dettaglio, la Legge n. 388 del 2000 prevedeva di poter escludere gli investimenti ambientali dalla formazione del reddito imponibile, il tutto ai fini delle imposte sui redditi. Tale disposizione era stata, poi, abrogata a far data dal 26 giugno 2012.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), a seguito di ciò, ammetteva la cumulabilità della detassazione ambientale con i benefici del solo II Conto Energia a condizione che questi non superassero la soglia del 20% dell’intero costo dell’investimento. Ne conseguiva, pertanto, l’esclusione della cumulabilità per il Terzo, Quarto e Quinto Conto Energia.

Una soluzione di tal fatta derivava da un’interpretazione strettamente formalistica dei decreti istitutivi dei Conti Energia, che non contemplavano la detassazione per gli investimenti ambientali tra quelli cumulabili.

Il Giudice Amministrativo, con le nuove pronunce, ha accolto le censure dei ricorrenti e hanno fondato la loro decisione affermando “l’esigenza di garantire il rispetto dei principi di sicurezza giuridica e di certezza del diritto, posti a fondamento della tutela del legittimo affidamento dei titolari delle iniziative imprenditoriali” per poter “convalidare l’impostazione opposta a quella propugnata dal Ministero, risultando lecito escludere il “tenore derogatorio” di una previsione, quale quella in esame, diretta a salvaguardare tali pregresse iniziative”.

Pertanto, da oggi, i soggetti interessati non saranno più costretti a rinunciare al beneficio fiscale già goduto, mantenendo contemporaneamente le tariffe incentivanti in corso di erogazione.

Avv. Romina Zanvettor

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