Decreto Fer1: ultimi aggiornamenti dopo il confronto Regioni-Ministero, in attesa dell’esame della conferenza unificata

Decreto Fer1: ultimi aggiornamenti dopo il confronto Regioni-Ministero, in attesa dell’esame della conferenza unificata

Con riguardo al tanto sospirato Decreto FER1, segnaliamo che il confronto tecnico tra le Regioni ed il Governo si è concluso ed ha portato con sé l’accoglimento di alcune delle proposte effettuate dagli enti locali ed il rigetto totale di altre.

Ma vediamole più nel dettaglio, sulla base di quanto emergente dalle osservazioni concertate tra le regioni e il Governo (clicca qui), nell’attesa che il provvedimento superi l’esame della Conferenza Unificata.

La richiesta di re-inserimento della geotermia convenzionale nel sistema è stata negata dall’esecutivo che ha preannunciato incentivi in tal senso ma da porsi all’interno del futuro decreto Fer 2.

Rinviata alla Conferenza Unificata la domanda di eliminare le restrizioni all’accesso agli incentivi per l’idroelettrico.

Bocciata anche la proposta di inserire nei contingenti di potenza delle aste degli “impianti a gas residuati dei processi di depurazione e da digestione anaerobica Forsu” e alla richiesta di ammettere agli incentivi gli impianti iscritti in posizione non utile (tabella C) del registro del DM 2016 con potenza fino a 5 MW.

MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) e MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) sono, poi, concordi per l’inserimento di un bonus a favore degli impianti a servizio di un’utenza in autoconsumo nei termini seguenti:

  • oltre il 50% di copertura dei consumi dell’utenza si prevede un premio pari a 10 €/MWh;
  • oltre il 60% di 20 €/MWh;
  • oltre il 70% di 30 €/MWh.

Positiva è stata, altresì, la risposta alla possibilità di spostare contingenti di energia dal gruppo A delle aste a quelli dei registri per i gruppi A (eolici e FV), A2 ( FV su eternit) e C (rifacimenti), il tutto con lo scopo di poter privilegiare quella che è la generazione distribuita e l’autoconsumo.

Si aggiunga, inoltre, che l’autoconsumo (anche con batterie) entra tra i criteri di priorità per l’accesso agli incentivi. Tuttavia sarà necessario che tali impianti, anche costituenti una micro rete capace di garantire una copertura dei consumi dell’utenza almeno al 50%, siano in grado di arrivare a un livello di autoconsumo pari, come minimo, al 60% sulla produzione ed al 40% dei consumi.

Sembra, poi, essere diventato possibile accedere agli incentivi pro FV su tetto anche se posti in terreni agricoli; con la specifica, tuttavia, che il divieto permane per quelli “a terra”.

Accolta, ma in forma emendata, anche la proposta dell’innalzamento della taglia entro la quale si può chiedere il ritiro dell’energia da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.A.), che dagli originari 100 kW sale a 250, anche se i tecnici delle regioni puntavano ai 500.

Viene, infine, risolta la questione relativa alle cave ed alle miniere esaurite, che risultavano “scomparse” dalla versione uscita dai Ministeri e inviata alla Conferenza Stato-Regioni: la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici in tali aree territoriali, attraverso l’accesso prioritario agli incentivi, viene ripristinata.

Per concludere, viene accolto un accorgimento suggerito per le Regioni, al fine di disincentivare la passata proliferazione di pale eoliche sorgenti su particelle catastali grandi quanto la base della pala stessa. Da oggi, quindi, l’accesso agli incentivi in tali eventualità sarà riservato ai soli impianti ricadenti nelle particelle catastali identificate prima del termine ultimo posto al 01 gennaio 2018.

Al momento, dunque, non resta che attendere quanto emergerà dalla discussione politica da farsi in sede di Conferenza Unificata fissata per giorno 13 dicembre p.v..

Lo Studio Legale provvederà alla pubblicazione di tutti gli aggiornamenti in merito.

Avv. Romina Zanvettor

Decreto Fer1: ultimi aggiornamenti dopo il confronto Regioni-Ministero, in attesa dell’esame della conferenza unificata

Commenta