Green New Deal e Coronavirus

Green New Deal e Coronavirus

In tema di energia rinnovabile, l’emergenza sanitaria in corso ha reso difficile all’Italia raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si era posta, dato il blocco di tutte le attività; tuttavia si ritiene che una volta finita questa pandemia bisognerà investire proprio nel settore delle rinnovabili per far ripartire il Paese.
Trentadue associazioni del settore energetico hanno richiesto in una lettera indirizzata alla Commissione Ue, all’Europarlamento e ai Governi e Parlamenti nazionali di sostenere il progetto “Green New Deal” per far ripartire l’Europa, progetto ideato dopo l’entrata in vigore del Decreto FER1 nell’agosto 2019, che prevede investimenti di un miliardo di euro all’anno per una stima di sviluppo di circa 8 gigawatt di capacità di nuova energia da fonti rinnovabili, e procedure di registro e asta per accedere ai meccanismi d’incentivazione dell’energia elettrica.
Le associazioni chiedono di integrare al Green New Deal dei pacchetti di stimolo economico nazionali ed europei per accelerare gli investimenti nell’efficienza energetica, nelle rinnovabili, nell’elettricità, nella mobilità, nell’edilizia e nei processi industriali, sostenendo che tali incentivi nelle infrastrutture e nelle soluzioni innovative a zero emissioni di CO2 sarebbero il modo migliore per supportare la ripresa economica sia a livello nazionale che sovranazionale e, inoltre, preparerebbero il terreno a un sistema energetico sicuro e sostenibile.
Con una seconda lettera inviata al vice-presidente esecutivo della Commissione Ue responsabile del Green New Deal, le associazioni hanno avvertito che alcuni Stati membri stanno valutando l’introduzione di deroghe ai loro obblighi di miscelazione, aggravando gli impatti dell’emergenza sanitaria che già pesano sul settore e portando rapidamente alla chiusura di impianti produttivi, con conseguenti effetti negativi sul funzionamento del mercato interno Ue dei carburanti e sul Green New Deal europeo.
Della stessa opinione è il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha dichiarato l’importanza di accelerare e rendere primari i temi legati all’economia circolare, all’efficienza energetica, alla gestione dei rifiuti e alla riduzione delle emissioni; in poche parole il Green New Deal europeo.
Secondo il Ministro, è questo il momento di incentivare aziende e privati cittadini a spostarsi verso sistemi tecnologici meno impattanti, inserendo un credito di imposta per le imprese e un ecobonus per i cittadini. Inoltre, è del parere che non si dovrà cedere alla tentazione di imporre delle deroghe sui limiti di inquinamento quando la crisi sarà finita, ma piuttosto di aiutare concretamente a inquinare di meno, attraverso strumenti che agevolino il concreto cambiamento del paradigma produttivo.
Investire nel Green New Deal non significa, dunque, ignorare l’emergenza sanitaria, ma anzi, permettere risorse fresche per risollevare un’economia minacciata dal coronavirus, e contemporaneamente indirizzarne lo sviluppo in modo che possa divenire più sostenibile.
Vi terremo aggiornati.

Avv. Romina Zanvettor
Avv. Francesca Todeschini

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