“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

“Green New Deal”: i progetti del nuovo governo per le rinnovabili

Uno dei provvedimenti chiave del programma del governo appena insediato, contenuto in un documento composto da 26 punti (clicca qui), è proprio dedicato alla maggiore protezione dell’ambiente e della biodiversità, che si vorrebbero finalmente elevare a principi fondamentali del nostro apparato costituzionale.
Nello specifico, i punti dedicati al tema ambiente, il c.d. Green New Deal, sono trattati ai numeri 7, 9 e 12 del suddetto programma di Governo, dedicati allo sviluppo sostenibile e allo stop delle nuove concessioni per le trivellazioni.
Al punto 7 si afferma che “il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto”.
Al punto 9 si prevede che “Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure. Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la loro costruzione”.
Infine, al punto 12 si legge: “una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere”.
Un primo passo verso questa direzione è stato già compiuto con l’approvazione del Decreto Fer 1 (clicca qui), atteso dal 2016 e arrivato con tre anni di ritardo, con cui si aperta una nuova stagione di incentivi per l’eolico, la prima in cui dovrà competere con il fotovoltaico nelle aste.
Ma non basta! Stando a quanto sostenuto in un’intervista dal Presidente di Anev, l’associazione italiana dell’energia dal vento, per far sì che questa tecnologia dia il contributo necessario al raggiungimento degli obiettivi nazionali sulle rinnovabili, ci sono vari ostacoli da rimuovere, tra cui certamente, il problema degli iter autorizzativi.
Inoltre, sul fronte degli altri provvedimenti che si chiedono al nuovo esecutivo, il Presidente di Anev spiega ancora che, sicuramente bisognerà definire un accompagnamento per le rinnovabili verso gli obiettivi 2030 e 2050, pensando al periodo post-incentivi e, stabilire altre politiche di supporto, ad esempio fiscali e legate allo sviluppo dei PPA; nel contempo, serve individuare un percorso di semplificazione amministrativa che permetta di ammodernare le installazioni esistenti. A questo proposito si attende da diversi anni un decreto che dia la definizione delle “modifiche non sostanziali” agli impianti.
Al momento possiamo solamente affermare che, le basi e la volontà per intraprendere fino in fondo questo percorso ci sono, auspicando, dunque, che il progetto venga realizzato in tutti i suoi punti e che non rimanga soltanto lettera morta!

Lo Studio Legale RZLEX pubblicherà tempestivamente ogni aggiornamento.

Avv. Romina Zanvettor

Avv. Alessandra di Raimondo

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